Impatto sulla Luna
Il 17 marzo 2013 un meteorite colpisce il suolo lunare…
Il 17 marzo 2013 un meteorite colpisce il suolo lunare…
di Anna D’Errico
Dal dottorato in neuroscienze all’arte giapponese: intervista a Greg Dunn
È possibile trasformare le immagini al microscopio dei neuroni in opere d’arte? Intrecciare il proprio dottorato in neuroscienze con un percorso artistico fino al punto di farli diventare quasi una cosa unica e coerente? Greg Dunn ci è riuscito. Avevo già parlato di lui e di come i suoi quadri e le sue stampe, così essenziali ed eleganti, mi avessero conquistata. Ho avuto il piacere di conoscere questo scienziato-artista in occasione dello scorso meeting della società di neuroscienze (SfN), a New Orleans, dove ha presentato alcune delle sue opere e, siccome oltre a essere bravo è estremamente cortese e disponibile, ne è nata poi un’intervista…
Continua… (Baraka, intersezioniImprobabili)
Il training cognitivo aiuta a prendere sonno
di Aristotele Karytinos
Il motto latino “mens sana in corpore sano” è spesso inteso come un invito all’esercizio fisico: con un corpo in forma, il cervello sta meglio. Ma perché non far fare un po’ di palestra anche alla nostra materia grigia? Da quando questa idea ha preso piede sono spuntati diversi software per il “cognitive training”, videogiochi per la ginnastica della mente che allenano memoria e concentrazione. E, secondo un nuovo studio, simili giochi possono anche aiutare chi soffre di insonnia.

“Sono le tre e mezza del mattino. Ancora…” (Cortesia: Pablo Fernández)
“La Guida Galattica è infallibile. È la realtà, spesso, a essere inesatta”. Douglas Adams.
Google celebra oggi con un Doodle animato il sessantunesimo anniversario della nascita di Douglas Adams (Cambridge, 11 marzo 1952 – Santa Barbara, 11 maggio 2001), autore della “Guida galattica per autostoppisti”. Dalla guida ricordiamo il numero 42, ovvero la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto, e i mille modi per cui un asciugamano può essere utile quando si viaggia nello spazio.
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Suoni personalizzati per contattarsi nell’oceano
di Aristotele Karytinos
I fischi, per l’uomo, non sono certo un modo raffinato di comunicare: con un fischio attiriamo l’attenzione, dimostriamo approvazione o disappunto, e poco altro. Esistono però rari casi di linguaggi composti solo da fischi, come quello usato dai pastori di La Gomera per comunicare tra loro a grandi distanze. Nel regno animale poi non siamo certo gli unici “fischiatori”. Uno in particolare usa tali suoni anche come una sorta di firma: stiamo parlando del delfino.
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Grazie ai campi elettrici
di Chiara Mancini
Bzzz…bzzz…bzzz…Un bombo svolazza in giro per il campo in cerca di fiori. Bzzz…bzzz…bzzz…Usa la vista per individuarli e pure l’olfatto. Bzzz…bzzz…bzzz… Ma si serve anche del campo. Quello elettrico, s’intende.
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Come distinguiamo il nostro odore
di Anna D’Errico
Giornata intensa, un corri corri fino a sera quando, tornati a casa, compiamo quel gesto meraviglioso di togliere i vestiti e metterci comodi. È in quel momento, mentre ci stiamo sfilando la maglia a braccia alte e ascelle spalancate che cogliamo il nostro io più profondo. Una sola sniffata è sufficiente, ci crogioliamo giusto un attimo nel nostro odore, un ghigno a metà tra il compiaciuto e il tramortito e poi via sotto la doccia. Affascinante. Eppure che cosa sia a permetterci di distinguere il nostro odore da quello degli altri non è ancora chiaro.
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Una recente intervista di Marco Affini ad Angelo Sommaruga:
Angelo Sommaruga, apicoltore di grandissima esperienza e rilevanza internazionale, ha collaborato al progetto “Nidi d’Ape”, un ambizioso studio sulle popolazioni di apoidei del Verbano. In questo video ci spiega del progetto mostrandoci anche i nidi artificiali al nucleo della ricerca.
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La notizia ha lasciato sorpresi persino gli stessi scopritori: un insetto africano trovato a nidificare nell’area protetta del Fondo Toce, una delle aree protette del Verbano – Cusio – Ossola
di Marco Affini
Quando tre anni fa nacque dall’idea di tre professori dell’istituto L. Cobianchi di Verbania, Patrizia Balzarini, Claudio Vicari e Carlo Ramoni, e di Angelo Sommaruga, apicoltore di più che ventennale esperienza, il progetto “Nidi d’Ape”, non ci si aspettava certo di arrivare a una scoperta del genere. Trovare un’ignara Creightonella intenta a nidificare come se niente fosse nella riserva sul lago Maggiore, un punto lontano almeno qualche migliaio di chilometri da dove ci si aspetterebbe di trovare questo insetto, era senza dubbio l’ultima delle ipotesi. Il progetto puntava infatti a uno scopo ambizioso: gettare un po’ di luce su una classe di animali tra i più sottovalutati, e allo stesso tempo temuti: gli apoidei. Tuttavia nessuno si aspettava di fare un ritrovamento del genere.
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E in che rapporti è con i vaccini
di Ambra Giulia Marelli
Non ci pensiamo mai, ma il mondo è un posto pericoloso. E, no, non ci riferiamo a ladri, assassini e stupratori, ma a nemici infinitamente più piccoli e insidiosi: virus, batteri e tossine. Ci hai mai pensato? Se non fossimo così ben organizzati per combatterli non sopravvivremmo un giorno. Ma, fortunatamente, abbiamo una serie di cavalieri senza macchia e senza paura che in ogni momento ci proteggono dai loro attacchi: tutti i meccanismi del sistema immunitario.
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Vediamo un po’…
di Ambra Giulia Marelli
Nel post precedente abbiamo parlato di vaccini, ma essenzialmente, di che cosa si tratta? Cioè, da che cosa sono composti?
Il componente preponderante dei vaccini è una semplice soluzione salina, del tutto simile alla soluzione fisiologica che possiamo trovare in farmacia, che fa da base per la preparazione. Vi sono poi diversi eccipienti, molti dei quali utili per la conservazione del prodotto, come la formaldeide, l’acido citrico e antibiotici che scongiurino eventuali contaminazioni batteriche. Altri componenti possono essere degli adiuvanti, cioè componenti in grado di migliorare e velocizzare la risposta immunitaria, come lo squalene, anch’esso prodotto negli esseri umani, oltre che riscontrabile nell’olio d’oliva, nella crusca di riso e nel germe di grano. Un tempo tra i conservanti vi erano anche dei derivati del mercurio, il famoso Thimerosal, ma ad oggi i vaccini tendono ad esserne privi a scopo precauzionale in seguito alla protesta di Wakefield, anche se non si sono mai trovate evidenze sperimentali della pericolosità del composto.

Che cosa contiene? (Cortesia: Jim Gathany)
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Facciamo un po’ di chiarezza sui vaccini
di Ambra Giulia Marelli
Ed eccoci qua: passata l’estate e cadute le foglie, anche quest’anno è arrivato l’inverno. E con lui tutti i malanni di stagione. Sicuramente ci saremo trovati di fronte a un bivio: “Che faccio, mi vaccino? Oppure no?”. La scelta non è semplice, se non altro per la marea di voci contrastanti che si sentono da mass media, medici, conoscenti… C’è chi pensa che i vaccini saranno la salvezza da una devastante pandemia e chi non si vaccina è un pazzo, chi crede che un’influenza non sia mai una buona cosa, quindi almeno bambini e anziani dovrebbero vaccinarsi, chi poi riconosce l’utilità dei vaccini per le malattie gravi, ma se può tenersi lontano da tutti gli altri è solo contento, e infine c’è chi su questi farmaci dice peste e corna. Chi ha ragione?

Si giri, non le farà alcun male! (Cortesia: www.quicaserta.it)
Nuove speranze per un cuore infartuato
di Silvia Malacrida
Esistono nel nostro mondo specie così fortunate da possedere più di un cuore che batte al loro interno: il polpo, per esempio, è dotato di ben 3 cuori e il lombrico ne ha addirittura 5. Ma noi no: noi ne abbiamo uno soltanto e dobbiamo quindi tenercelo stretto e augurarci che svolga sempre il suo dovere in modo da mantenerci sani e vigorosi. In alcune condizioni però, il sangue non riesce più ad arrivare al muscolo cardiaco e le cellule che lo compongono non ricevono l’ossigeno e i nutrienti necessari per continuare a vivere. Il vero problema è che, una volta che le cellule del cuore sono morte, non è più possibile sostituirle e quindi la forza della pompa cardiaca si riduce e può causare problemi e disagi alla persona colpita dall’infarto. Sarebbe bello dunque trovare un modo per rigenerare il tessuto lesionato. Una recente scoperta realizzata da Mauro Giacca, ricercatore presso l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology di Trieste, sembra avere aperto una via per rendere possibile la completa guarigione di un cuore danneggiato.

Sezione di un cuore infartuato: l’alone scuro nella parte superiore del muscolo cardiaco indica la presenza di necrosi dovuta alla morte dei miociti. (Cortesia: Patrick J. Lynch)
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Una nuova strategia adottata da passeri e fringuelli
di Roberta Rita Sacchi
Quando la nostra casa è invasa dagli scarafaggi, il nostro primo pensiero è quello di chiamare la disinfestazione. Se però è il nido di un uccellino a essere invaso dai parassiti? Non potendo chiamare la disinfestazione, il proprietario è costretto a cercare altri rimedi.

Un esemplare maschio di Carpodacus mexicanus. (Cortesia: John Benson)
…può costare caro all’intelligenza di tuo figlio
di Melania Maria Serafini
Ogni mamma in dolce attesa desidera il meglio per il bimbo che porta in grembo. Pur di assicurarsi che suo figlio nasca sano, intelligente e forte è disposta a tutto. Anche a fare delle rinunce. Ora, che l’abuso di alcool durante la gravidanza abbia degli effetti deleteri sullo sviluppo del feto è cosa risaputa. Ma quali sono le conseguenze di un consumo moderato di bevande alcoliche? Domanda difficile alla quale i medici stessi rispondono in modo discordante. Il tuo ginecologo di fiducia ti rassicura sul fatto che un bicchiere a pasto non è poi così tragico, mentre l’ostetrica della tua migliore amica vieta addirittura il brindisi di Capodanno. La ricerca pubblicata su PLoS One da Ron Gray, dell’Università di Oxford, potrebbe chiarire la situazione una volta per tutte e rassicurare le tante mamme in cerca di risposte. Infatti il suo di scienziati ha identificato una relazione tra il consumo di alcool da parte della madre durante la gravidanza e la diminuzione del quoziente intellettivo (QI) del nascituro.
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Storia della scoperta di un microrganismo preistorico
di Silvia Malacrida
Nel Triassico, circa 200 milioni di anni fa, i primi colossi della Terra stavano incominciando a popolare il nostro pianeta. Tra dinosauri giganteschi e una vegetazione ancora primitiva, un piccolo essere vivente era intento a tessere un morbido bozzolo, culla delle uova che, schiudendosi, avrebbero dato origine a tante giovani sanguisughe preistoriche. Ma il vero protagonista della nostra storia è un organismo ancora più piccolo, un protozoo che restò impigliato nella trappola prodotta dalla sanguisuga e vi rimase per milioni di anni in attesa di essere riportato alla luce. Pochi giorni fa nelle terre fredde e desolate dell’Antartide un gruppo di uomini ha dissepolto il bozzolo e, compresa l’importanza della scoperta, ne ha dato immediatamente l’annuncio in un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS).

Il bozzolo fossilizzato contenente il microrganismo preistorico è stato scoperto in Antartide nei pressi di Timber Peak, vetta situata nella parte settentrionale della Terra Vittoria. (Cortesia: Andrew Mandemaker)
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Spesso per leggere nel pensiero lo sguardo non basta
di Martina Poletti
Quante volte abbiamo sentito dire “Ti si legge in faccia che stai mentendo!” oppure “Vedo dal tuo sguardo che sei triste, è successo qualcosa?” senza mai pensare che, nella maggior parte dei casi, un volto non dice tutto. Spesso infatti può essere ingannevole, come quando ci troviamo di fronte a una persona molto brava a nascondere i propri sentimenti.
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I batteri nei laghi subglaciali dell’Antartide
di ambra Giulia Marelli
Là sotto il buio era impenetrabile. Ed era umido e maledettamente freddo. Eppure dei coraggiosi riuscirono a sopravvivere sepolti vivi per quasi 3.000 anni.
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Il campanello d’allarme da una piccola lumaca di mare
di Ettore Balbi
Un mare acido che scioglie qualunque cosa vi si immerga è un’immagine fantascientifica? Probabilmente molti di noi risponderebbero di sì. Eppure Geraint Tarling, del British Antarctic Survey a Cambridge, in Inghilterra, ritiene quest’apocalittica immagine non del tutto improbabile.
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In una goccia di sudore
di Velia Penza
Quando si pensa al sudore si ha una ben precisa e poco poetica immagine in mente. Eppure le ghiandole sudoripare sembrano renderci anche un servizio apprezzato: ci aiutano a guarire. Anzi, a essere precisi, aiutano la nostra pelle a guarire.
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Il nemico è vicino e possiamo sconfiggerlo
di Francesca Alberti
Le probabilità di curare con successo un tumore dipendono in gran parte dallo stadio in cui si trova quando viene diagnosticato, oltre che dalla parte colpita. Le ricerche di Rebecca Leary e dei colleghi Victor Velculescu e Louis Diaz, della John Hopkins University School of Medicine di Baltimora, si concentrano sull’analisi di cromosomi anomali presenti nel sangue individuati attraverso il confronto con genomi sani. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su “Science Translational Medicine” e sono di grande rilevanza per la scoperta di un comune denominatore in tutte le cellule tumorali: la presenza di alterazioni del DNA.

Il nuovo test analizza le alterazioni nel DNA, individuate da più colori sullo stesso cromosoma. (Cortesia: Mira Grigorova and Paul Edwards/University of Cambridge)
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I genitori possono usarla per aiutare i figli
di Roberta Rita Sacchi
Che cosa fate se vostro figlio non mangia? Dopo numerosi pasti passati a insistere con ogni mezzo, correte subito ai ripari chiedendo una consulenza medica. Ma se vostro figlio mangia senza difficoltà, talvolta esagerando? Troppo spesso capita che i genitori non vengono turbati da questo comportamento, lasciando il bambino in balìa del cibo. Oggi, grazie a uno studio interamente italiano, è possibile prevedere dalla nascita se il bambino è predisposto a diventare obeso, in modo da sollecitare, in caso, una maggiore attenzione dei genitori all’alimentazione e allo stile di vita del piccolo.
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Quando è sconsigliato mangiare questo agrume
di Roberta Rita Sacchi
Se la strega Grimilde, invece della mela, avesse dato a Biancaneve un pompelmo e del Valium sicuramente la fanciulla non si sarebbe mai più risvegliata. Questa potrebbe essere un’immagine un po’ macabra ma è proprio uno degli effetti provocati da certi farmaci se assunti con il succo di pompelmo.
Ultrasuoni per percepire il mondo in 3D
di Omar Bianchetto
Capita a volte nel cuore della notte di svegliarci nell’oscurità più totale presi da un forte desiderio di bere o di dover andare alla toilette. Armandoci di un grande coraggio, usciamo dalle calde lenzuola, ma inciampiamo in qualche oggetto perso nell’oscurità. Se avessimo acceso la luce questo non sarebbe accaduto. Certo, se avessimo avuto i poteri dei pipistrelli…
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Quando i farmaci raggiungono fiumi e laghi
di Aristotele Karytinos
Qual è il problema dei pesci al giorno d’oggi? Prendono troppi farmaci. No, non è uno scherzo. Certo, al contrario dell’uomo, la fauna acquatica non sceglie quali medicine assumere: subisce gli scarti dell’attività umana scaricati giù per i nostri tubi, con conseguenze inattese.
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Esiste, in alcuni individui, una molecola responsabile dell’eccessiva sonnolenza
di Silvia Malacrida
Chi di noi non si sente pieno di energie dopo una bella dormita? È appurato che il sonno è un’attività indispensabile per mantenersi in forma e per svolgere con profitto le normali attività quotidiane. Già dall’esperienza di tutti i giorni possiamo notare che dormire il giusto apporta grandi benefici all’organismo e accresce la qualità della vita. Tra l’altro, e anche questo lo insegna l’esperienza comune, rimanere qualche ora a poltrire nel letto, ogni tanto, migliora sicuramente l’umore e, perché no, anche l’aspetto fisico. Ma che cosa succede quando il sonno diventa una malattia?
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Una nuova scoperta sul mondo degli Herpes Virus. E non solo…
di Roberta Rita Sacchi
Avere un genoma di piccole dimensioni non significa per forza essere semplici. 20 anni fa è stato sequenziato il genoma dell’Herpes Virus, le cui dimensioni corrispondono a 200 mila paia di basi. Si pensava che sarebbe bastato studiare la composizione in geni per identificare quali fossero le proteine prodotte dal virus. Questa ipotesi è stata smentita dagli scienziati del Max Planck Institute (MPI) di biochimica a Martinsried, vicino a Monaco di Baviera, e dai loro collaboratori dell’Università della California a San Francisco che, analizzando in modo approfondito i prodotti genici del virus, hanno dimostrato quanto siano straordinariamente complessi questi piccoli microrganismi.
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