Il riscaldamento delle acque e il pesce pagliaccio

agosto 5th, 2015 — 11:12am

Lui si adatta, ingrassa ed è in salute.

di Chiara Mancini

Philip Munday, della James Cook University di Townsville, in Australia, si occupa da anni di individuare quali conseguenze potrebbe avere il cambiamento climatico sui pesci marini. La teoria più accreditata e condivisa finora era che con il futuro aumento della temperatura degli oceani i pesci si vedranno costretti a migrare verso acque più fredde per evitare l’estinzione. Eppure, secondo le ultime scoperte, pare che alcuni di loro saranno in grado di adattarsi alle acque più calde.

"Finalmente un po' di calduccio...". (Cortesia: Nick Hobgood)

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Argilla per le scimmie

agosto 3rd, 2015 — 1:23pm

Aiuta la digestione.

di Chiara Mancini

“Che cosa c’è per dolce, cara?”

“Un piatto nuovo: argilla fresca. Prendila tu, è lì in fondo”.

“Slurp, squisita”.

Chissà se, sapendo parlare, è così che gli scimpanzè della Foresta di Budungo reagirebbero di fronte a questo nuovo e bizzarro alimento del loro menù.

"Slurp, che delizia!" (Cortesia: Anne-Marijke Schel, Utrecht University)

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Aggressività dei passeri

luglio 30th, 2015 — 2:43pm

Condizionata dalla disponibilità di cibo.

di Chiara Mancini

E’ un luogo comune che nelle grandi città la gente è meno amichevole di quella che vive in campagna. Sarà per la fretta, il traffico, la folla, i rumori. Tutte cose che causano stress e che rendono più aggressivi. In campagna, invece, troviamo poca gente, più privacy, aria pulita, ampi spazi. Di conseguenza più tranquillità e meno aggressività. Anche gli uccelli che vivono in città sono più aggressivi di quelli che vivono in campagna, ma la causa è diversa.

"Se becco chi è quell'altro che mi vuole fregare il pranzo..." (Cortesia: Walter Siegmund)

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Lo strano fossile di un serpente

luglio 27th, 2015 — 11:05pm

A quattro zampe.

di Chiara Mancini

Si tratta di un fossile un po’ particolare quello descritto in un articolo sulla rivista “Science” da David Martill, paleontologo dell’Università di Portsmouth, in Inghilterra, e dai suoi colleghi Nicholas R. Longrich, dell’Università di Bath, e Helmut Tischlinger. L’essere vivente che l’ha prodotto aveva tutte le caratteristiche per essere classificato come serpente, peccato che, a differenza dei serpenti, aveva pure quattro zampe. Gli scienziati se ne sono accorti recentemente, anche se il fossile, datato 110 milioni di anni fa, è stato trovato in Brasile decenni fa e dimenticato in un museo. Infatti le sue zampe sono difficili da notare a una prima occhiata e così al fossile non era stata data grande rilevanza finché Martill non si è accorto, a un esame più accurato, che qualcosa spuntava dai fianchi di quello scheletro e capì che si trattava di vere e proprie zampette.

Le zampette posteriori di Tetrapodophis amplectus. (Cortesia: Helmut Tischlinger)

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Gocce contro la cataratta

luglio 25th, 2015 — 8:35pm

Nuova cura grazie a cani e conigli

di Chiara Mancini

Può comparire improvvisamente, oppure prendere piede lentamente finché il paziente si accorge che la vista è annebbiata. Si tratta della cataratta, una malattia che colpisce il cristallino dell’occhio e che, se trascurata, può causare cecità. Ne soffrono decine di milioni di persone in tutto il mondo e l’unico modo di intervenire è attraverso un intervento chirurgico, con il laser e una sonda a ultrasuoni, che distruggono il cristallino opaco. Quest’ultimo viene poi rimpiazzato da una lente intraoculare artificiale e in genere il problema si risolve. Ma un intervento, anche se ambulatoriale, è pur sempre un intervento e porta con sé rischi e costi. Perciò sarebbe meglio trovare una soluzione migliore. Ah, c’è già?

Occhio non vede... cura non duole.

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Buon St. Patrick’s Day!

marzo 17th, 2015 — 8:00am

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La stretta di mano

marzo 6th, 2015 — 4:05pm

Un’annusata perfetta.

di Chiara Mancini

“Piacere di conoscerti”. E via una bella stretta di mano. Un gesto dalle origini antiche che si usa in alcune occasioni, in particolare per presentarsi. Ma non è solo una questione di usanza o di cortesia: è anche un primo contatto con l’altro, che potrebbe rivelarci qualche cosa dello sconosciuto davanti a noi.

Una stretta di mano e poi... Sniff, sniff. Ora ti conosco meglio. (Cortesia: Rufino)

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Darwin Day

febbraio 28th, 2015 — 1:32pm

“Non credere alle persone che parlano di prove. La fede è più importante delle prove”.

Meno male che Charles Darwin ha dato retta alle prove, altrimenti non avrebbe elaborato la sua bella Teoria dell’Evoluzione, che viene ricordata il 12 febbraio di ogni anno in occasione del Darwin Day.

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Una mappa del rumore

febbraio 25th, 2015 — 3:18pm

Per la ricerca del silenzio.

di Chiara Mancini

Voglia di un po’ di silenzio, di un po’ di tranquillità? Dove puoi rifugiarti dal sempre più presente inquinamento acustico? Se sei negli Stati Uniti, il National Park service ha elaborato una mappa per te. Ti basta cercare “nel blu dipinto di blu”.

Mappa degli Stati Uniti che illustra i livelli di rumore registrati e previsti per tutto il paese. (Cortesia: kurt Fristrup)

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Vedere in buie profondità

gennaio 19th, 2015 — 11:08pm

Ecco come ci riesce il gamberetto

di Chiara Mancini

“Accendete la luce: non si vede un tubo!”.

Certo che se sei un piccolo gamberetto trasparente che vive nelle profondità marine, puoi solo sperare di avere una luce debole e fioca in un mondo tutto blu, caro mio: nessuno verrà ad accenderti una lampadina. E così ti devi arrangiare. Come? Con ben sedici retine per occhio.

Il Paraphronima alla scoperta del buio profondo: con le sue sedici paia di retine. (Cortesia: Jamie Baldwin Fergus, Smithsonian Institution)

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Un tatuaggio per diabetici

gennaio 18th, 2015 — 9:11am

Aiuta a misurare il glucosio nel sangue

di Chiara Mancini

Vuoi farti un tatuaggio? Se sei diabetico da oggi hai un motivo in più, dato che recentemente ne è stato ideato uno speciale che ti sarà molto utile per le analisi del livello di glucosio nel sangue. E niente più punture al dito.

Il tatuaggio che misura i livelli di glucosio nel sangue (Cortesia: Jacobs School of Engineering/UC San Diego)

Questo tipo di tatuaggio è proprio come un tatuaggio normale, di quelli temporanei, adesivi, ma in più è in grado di rilevare la quantità di glucosio che passa nel fluido che si trova sotto alla pelle alla quale è applicato. Per essere sicuri del suo buon funzionamento, i ricercatori dell’Università di San Diego, in California, l’hanno testato su sette persone, quattro maschi e due femmine, intenti a pasteggiare con cibi contenenti grandi quantità di carboidrati. Il rilevamento del livello di glucosio è stato molto preciso, tanto quanto quello effettuato con il classico glucometro. I risultati, pubblicati sulla rivista “Analytical Chemistry” dal professor Joseph Wang e dal suo team, riportano che non ci sono stati fastidi particolari per le persone sottoposte al test. Un leggero formicolio nel momento in cui i biosensori facevano l’analisi, ma niente di più. Meglio di quelle punturine al dito che centinaia di milioni di pazienti diabetici nel mondo devono effettuare ogni giorno: una procedura dolorosa e scoraggiante che può spingere il paziente a non monitorare costantemente questo parametro. L’uso del tatuaggio renderà la procedura molto più semplice e addirittura i messaggi sull’andamento del livello di glucosio nel sangue potrebbero essere inviati direttamente al medico curante via Bluetooth.

Un tatuaggio ultra sottile, flessibile, indolore e pure economico: finalmente la procedura per rilevare il livello del glucosio è tanto dolce quanto il glucosio stesso.

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La felicità incide sulla forma fisica

gennaio 11th, 2015 — 5:36pm

In meglio.

di Chiara Mancini

Dai un voto da uno a quattro a queste frasi, che si riferiscono alla tua vita:

- amo le cose che faccio

- amo stare in compagnia di altri

- a conti fatti guardo alla mia vita passata con un senso di felicità

- oggi mi sento pieno di energia.

Lo stesso test è stato posto dai ricercatori dell’University College London (UCL) a gruppi di uomini e donne inglesi di 60 anni o più, per vedere come il loro grado di soddisfazione per la vita influisse sul benessere fisico.

Sii felice, sarai in forma. (Cortesia: Lee Haywood)

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Gli uccelli sulla neve

dicembre 27th, 2014 — 5:43pm

Si divertono o che?

di Chiara Mancini

E’ un Natale con i fiocchi. Quelli che scendono, leggeri leggeri, e ammantano la terra ovattando il mondo. I Moonboot sprofondano nella neve soffice. Ci fermiamo per un attimo: che silenzio. Vale la pena di interromperlo? Certo! Con una bella palla di neve tirata al collo del nostro amico inizia il divertimento: via a rotolarsi e a slittare fino a buttarsi pancia in su per fare l’angelo della neve. Muovendo le braccia disegniamo le ali, come quelle degli uccelli che ci osservano dall’alto, senza invidia. Perché pure loro sanno divertirsi con la neve.

"Ora aspetto che quegli umani se ne vadano e poi mi faccio un tunnel con gli amici". (Cortesia: Jyrki Salmi)

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Merry Christmas Everyone!

dicembre 24th, 2014 — 1:32pm

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Il riscaldamento globale minaccia i gamberetti

dicembre 22nd, 2014 — 2:09pm

E la qualità del cibo.

di Chiara Mancini

Pure quest’anno ci ritroviamo a pensare al menù del pranzo di Natale. Quel che è sicuro è che prepareremo i gamberetti in salsa rosa per l’antipasto, come da tradizione. Non serve la ricetta: già la sappiamo. E allora, invece delle solite riviste che dispensano consigli di cucina, durante le vacanze ci mettiamo a leggere il “Journal of Shellfish Research”, scovando inaspettatamente un articolo nel quale leggiamo che la nostra ricetta, in futuro, potrebbe venire meno buona del solito. La causa? Il cambiamento climatico.

Buoni i gamberetti. Per ora. (Cortesia: NOAA FishWatch)

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Il fumo, il cancro e Y

dicembre 7th, 2014 — 4:53pm

Come i maschi fumatori sono a rischio di sviluppare il cancro.

di Chiara Mancini

Il cromosoma Y è il più piccolo di tutti e non è essenziale per la sopravvivenza delle cellule. Quindi, se fosse perso, che cosa importerebbe? In teoria non dovrebbe esserci alcuna conseguenza negativa. E invece no: le ultime ricerche condotte dal gruppo di Jan Dumanski , dell’Università di Uppsala, in Svezia, mostrano che la perdita del cromosoma Y limita la capacità del sistema immunitario di combattere il cancro.

Se fumi il tuo Y svanirà... (Cortesia: Sonia Sevilla)

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Non tutti i virus vengono per nuocere

novembre 26th, 2014 — 4:13pm

Norovirus sa anche essere buono

di Erika Coletto

Quanto è impensabile essere felici alla notizia di aver contratto un virus intestinale? Mica tanto, se quel virus portatore di febbre, vomito e diarrea è anche capace di far del bene al nostro apparato gastrointestinaleDelirio febbrile? Così sembrerebbe se per dimostrare quello che vi ho appena detto non ci fosse una prova, pubblicata recentemente su “Nature”, frutto di una serie di esperimenti condotti da un curioso virologo impegnato nello studio del Norovirus.

Norovirus. (Cortesia: Graham Colm)

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Eye Tests That Look Like Magic

novembre 21st, 2014 — 6:38pm

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Ok, ti ho sposata. Ora porta qui mia moglie.

novembre 16th, 2014 — 2:56pm

Luce sulla sindrome di “Capgras”.

di Erika Coletto

Ed ecco che tra l’ampio spettro di malattie mentali, alcune note perché più frequenti e altre sconosciute perché con minore incidenza, vi è la “delusione di Capgras”, o semplicemente sindrome di Capgras. Quanti di voi ne hanno sentito parlare? A meno che non siate degli studiosi in materia o vi siate per caso imbattuti in questo nome durante la visione della vostra serie televisiva preferita a sfondo medico, non si può certo dire che se ne sente tanto parlare. Malattie come schizofrenia, depressione, neurodegenerazione, autismo, psicosi e tante altre sono oramai quasi familiari, vista la grande diffusione, nonché la conclamata gravità. Ma Capgras? Di che cosa si tratta?

"Vattene impostore! Non sei mio figlio, sei un alieno!"

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Il respiro del delfino

novembre 12th, 2014 — 3:35pm

Può rivelare molto sullo stato di salute dell’animale.

di Chiara Mancini

Quella balena starà bene? Sarà in salute? Beh, che ci vuole? Un bel prelievo del sangue e lo scopriamo subito. Certo, come no: prendi la balena, convincila a stare ferma nel bel mezzo del mare mosso e falle il prelievo. L’operazione non è facile come a dirsi, si rischia di farsi male e di farle del male. Molto meglio aspettare che la balena emerga dall’acqua, che sbruffi, e poi analizzarle l’alito, come se fosse un test del palloncino. Anche se la balena non è ubriaca e anche se non si tratta di una balena, ma di un delfino.

"Non mi sento tanto bene... Mi analizzi il respiro, per favore?"

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Ti sento, mi giro e non ti vedo

novembre 10th, 2014 — 5:06pm

La verità su straordinarie presenze.

di Erika Coletto

Uno, due, tre… dieci! E allora? Dove vi siete nascosti? Avanti, venite fuori! Non riesco a trovarvi, ma sono sicuro, eravate qui fino a qualche minuto fa! Nessuno si nasconde, non è un gioco, gli altri semplicemente non ci sono, anche se noi li sentiamo. Camminare per strada e avere la sensazione di esser seguiti, girarsi e non vedere nessuno e portarsi addosso quella percezione magari per l’intero giorno, esclamando fra sé e sé “Mah! Sarò pazzo?!”. Ma state sereni, perché nulla di paranormale si cela dietro all’accadere di questi strani episodi. Alcuni si manifestano frequentemente in gravi patologie, quali la schizofrenia, ma altri sono solo dei giochetti che il nostro cervello fa con il nostro corpo per… confonderci.

Lo scenario della mente. (Cortesia: Gallowglass)

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I dolci ricordi di cioccolato

novembre 7th, 2014 — 12:39pm

Effetti della droga “buona” sui centri della memoria.

di Erika Coletto

Troppo spesso si sente parlare del cioccolato come di una sostanza che crea dipendenza. Ciascuno di noi ne è o ne è stato vittima, giornalmente o anche solo per brevi periodi. L’atteggiamento nei confronti del cioccolato è sempre “odi et amo”: lo si ama per gli indiscutibili effetti sull’umore e per il piacere che si prova addentando un pezzetto di quella tavoletta, gelosamente custodita, ma lo si odia perché non se ne può fare a meno. E poi inevitabilmente…“Oh ciao, che cosa succede al tuo viso, acne giovanile?” “No, ho appena compiuto 30 anni, è solo abuso di cioccolato!”.

Pazienza… soffro di amnesia.

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Niente più barriere

ottobre 23rd, 2014 — 3:59pm

Così possiamo curare meglio il cervello

La barriera ematoencefalica: gran bella cosa. Permette infatti una speciale protezione del tessuto cerebrale dalle sostanze potenzialmente nocive presenti nei vasi sanguigni. Non passano tossine, non passano molecole grosse, non passano sostanze idrofile o eccessivamente cariche. Positivo se si fa uso di farmaci che devono agire su altri organi, così non si hanno effetti sul sistema Nervoso. Già, ma se il farmaco deve proprio arrivare al cervello? Come si fa? Sono stati studiati e si stanno studiando diversi approcci. Quello di Michael Canney, dell’azienda medica CarThera di Parigi, e dei suoi colleghi, è stato drastico: aprire la barriera per infilarci il farmaco che serve. Insomma ha creato un varco in modo elegante, utile e innocuo. Geniale.

I capillari della barriera ematoencefalica. (Cortesia: Dan Ferber)

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Il passaggio di Siding Spring

ottobre 19th, 2014 — 12:02pm

Vicino a Marte

Uno spettacolo che si godranno appieno solo i rover Curiosity e Opportunity, le sonde che orbitano attorno al pianeta Marte e forse, chi lo sa, anche il doctor Who dal Tardis, probabilmente giunto per l’occasione. Già, perché si svolgerà tutto stasera alle 20.27, ora italiana, e sarà difficile osservare il fenomeno dalla Terra.

La cometa Siding Spring, fotografata dal telescopio Hubble, nel marzo del 2014. (Cortesia: NASA, ESA, and J.-Y. Li (Planetary Science Institute))

Succederà che la cometa Siding Spring, proveniente dalla Nube di Oort, raggiungerà il Pianeta Rosso, dopo un viaggio di un milione di anni, passandogli molto vicino, a una distanza, 140 mila chilometri, che è un terzo di quella tra la Terra e la Luna. E lascerà nell’atmosfera una pioggia di meteore, che regaleranno una vista spettacolare del cielo di Marte.

Ma anche noi possiamo osservare l’evento: per esempio qui, in streaming, sul blog di Mars Express.

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Le caccacapsule

ottobre 12th, 2014 — 11:42pm

Un trattamento disgustoso, ma efficace.

di Chiara Mancini

Nausea, diarrea, crampi: circa 14 mila americani muoiono ogni anno a causa dell’infezione del batterio Clostridium difficile, soprattutto perché il batterio è resistente agli antibiotici comunemente usati. La soluzione? Altrettanto difficile: ingoiare pillole di feci.

Clostridium difficile: per sopravvivergli ci tocca subire una cura di merda. (Cortesia: PHIL)

E’ disgustoso, sì, anche perché le feci sono di qualcun altro. Ma preferireste ingoiare una pillola, o fare un così detto trapianto fecale? Il trapianto fecale agisce riportando nell’intestino del paziente l’ equilibrio naturale di batteri che riescono a “tenere a bada” il C. difficile, limitandone la crescita. Funziona così: attraverso una colonscopia o un tubo di plastica che viene inserito nel naso e finisce nello stomaco vengono inserite le feci del donatore nell’intestino del paziente. Una procedura invasiva e non priva di rischi. 

Le caccacapsule sembrano avere lo stesso effetto del trapianto fecale: in otto settimane 18 pazienti su 20 che hanno subito questo trattamento, ingoiando 30 o 60 pillole al ripieno di feci, hanno risolto completamente il problema della diarrea. La ricerca è stata pubblicata sul “The Journal of the American Medical Association” da Ilan Youngster, della Harvard University, negli Stati Uniti, che ha lavorato sul progetto assieme al suo team.

Una soluzione semplice ed efficace quanto schifosa, ma sempre meglio di un tubo cacciato giù nel naso, di una colonscopia o dei sintomi causati dal batterio, no?

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Premi Nobel 2014

ottobre 10th, 2014 — 7:54pm

Atterrato a Monaco, appena sceso dall’aereo è stato accolto con dei fiori e un: “Congratulazioni per il premio”.

Non sapeva ancora nulla, non sapeva di aver vinto il prestigioso premio Nobel assieme alla moglie May-Britt e a John O’Keefe. Edvard Moser, Nobel per la Fisiologia o Medicina annunciato questa settimana è stato, assieme ai suoi due colleghi, il primo della serie a essere insignito del premio. Il trio ha scoperto le cellule dove si nasconde il senso dell’orientamento, una sorta di GPS del cervello.

A seguire, nei giorni successivi, è stato assegnato il premio Nobel per la Fisica a Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura per aver inventato i led a luce blu, per il risparmio energetico.

E poi il Nobel per la Chimica, assegnato a Eric Betzig, William E. Moerner e a Stefan W. Hell per aver sviluppato la microspia ottica che permette di vedere l’infinitamente piccolo delle molecole.

Riportando le parole di Paul Greengard, premio Nobel per la Medicina nel 2000, riguardo alle dieci cose che potrebbero capitarvi se vincete il premio Nobel: “Una volta arrivato il momento di ricevere il Premio, potreste ascoltare il Re di Svezia fare un breve discorso, senza riuscire a capire se sia in svedese o in inglese. Ma potete esser certi che si concluderà con «congratulations»!”

Noi non siamo il Re di Svezia, ma… Congratulations!

Qui il sito ufficiale del premio Nobel

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Bolle bolle bolle…

ottobre 8th, 2014 — 3:27pm

…che scorrono nei vasi sanguigni

di Chiara Mancini

I bravi musicisti hanno la musica nel sangue, mentre il topo usato da Kirsten Christensen-Jeffries, del King’s College di Londra, per questo esperimento aveva nel sangue delle bollicine, che sono servite assieme agli ultrasuoni per costruire una mappa dei suoi vasi.

Mappa del flusso attraverso i vasi dell'orecchio del topo. I colori rappresentano la direzione del flusso, mentre l'intensità dell'immagine indica la velocità del flusso. (Cortesia: King's College London and Imperial College London)

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La tavola periodica degli elementi

ottobre 7th, 2014 — 8:00pm

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Mimetizzare il nido

ottobre 6th, 2014 — 8:57pm

Lo stratagemma degli uccelli

di Chiara Mancini

“Dov’è? Dov’è?”

“Là, non lo vedi? Prendi il binocolo.”

“Niente”.

“Guarda bene tra quei rami”.

“Non lo vedo proprio”.

Chiaro. I diamantini (Taeniopygia guttata) scelgono con accuratezza i legnetti e le foglie per costruire i nidi, in modo che si mimetizzino nell’ambiente che li circonda.

"Si abbinerà alla tappezzeria di casa?" (Cortesia: Gil Dekel)

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Il cervelletto nell’evoluzione

ottobre 5th, 2014 — 7:36pm

Ci ha trasformati in cervelloni

di Chiara Mancini

Il labirinto intricato di strade evolutive che si divincolano tra le pieghe della neocorteccia cerebrale nasconde un mistero. E se invece, come sostengono i ricercatori Robert Barton, dell’Università di Durham, e Chris Venditti, dell’Università di Reading, in Inghilterra, questo mistero dell’evoluzione delle abilità cognitive umane fosse celato nel cervelletto?

Cellule del cervelletto (Cortesia: Gerry Shaw)

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