Tag: paranormale


Mind Juggler Live a Milano

gennaio 25th, 2011 — 7:20pm

Da non perdere

di Chiara Mancini

Piazza San Babila, Milano. Quanta gente: turisti sorridenti che scattano fotografie, milanesi che affollano i negozi, artisti di strada che si esibiscono, persone infreddolite che si rifugiano nei bar per un caffè. Un via vai continuo in questo pomeriggio invernale avvolto da un vento di freddo pungente. Un gruppo di formichine brulicanti agli occhi della Madonnina, che dalle guglie del Duomo osserva ogni cosa. Compresa me, mentre sto per allontanarmi dalla piazza verso via Borgogna.

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The Periodic Table of Irrational Nonsense

ottobre 7th, 2010 — 3:00am

(Fonte: Science, Reason and Critical Thinking)

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Il mystero della Murgia

giugno 16th, 2010 — 2:00pm

E’ ben noto il fenomeno della “false salite”. Una è nell’alta Murgia. Studio Aperto fa un servizio su questo “mistero”. Secondo l’”esperto” locale si tratterebbe (forse, magari, chissà?) dell’effetto di un campo magnetico, “l’unica spiegazione scientifica che si può dare a questo movimento abnorme del veicolo”.

Poi arrivano Giuliana Galati e Francesco Sblendorio, della Sezione Puglia del CICAP, e addio al mistero.

D’altronde era Studio Aperto, no? Che accidente vi aspettavate dal Tg Trash? Se non sono tette e culi, sono misteri inesistenti.

Fonte: Query Online

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Il mentalista

giugno 13th, 2010 — 8:00am

di Chiara Mancini

“Un bel respiro e… bum! Ce l’hai?”. Incredibile: ce l’avevo. Non potreste mai immaginare la mia meraviglia. Una parola mi era saltata alla mente. Ma da dove era arrivata? Non lo sapevo nemmeno io. Eppure c’era, lo giuro, era lì, apparsa improvvisamente dal nulla. Suggestione? Telepatia? Illusione? Comunicazione subliminale? Magia? E chi lo sa… Comunque fosse, non potevo pensarci in quel momento, dovevo solo scrivere la mia parola su un foglio e tenerla nascosta.

Ero sul palco del Teatro Esedra, ieri sera, a Torino. I miei occhi catturati da Francesco Tesei, mentalista.

Accanto a noi anche Renato, uno spettatore tra tanti, scelto a caso dalla platea, proprio come me. Renato aveva in mano un libro e con il dito tra le pagine stava attento a non perdere il segno da un punto in particolare. Quel punto corrispondeva a una pagina alla quale io l’avevo fermato mentre era intento a sfogliare il libro. Da quella pagina Renato aveva poi scelto una parola. Secondo Tesei, io avrei dovuto indovinarla. “Impossibile”, continuavo a ripetermi. “Assolutamente impossibile. Non sono mica capace. Figuriamoci, con tutte le parole che ci sono”. E già stavo pensando a cosa diavolo scrivere su quel foglio. Quale parola aveva scelto Renato? Ero in panico. Finché… eccola, era arrivata, così, nel silenzio della mia mente. Dopo averla scritta con cura, la custodivo gelosamente tenendo il foglio ben sollevato e vicino al petto, in modo da proteggerlo da occhi indiscreti. “Renato, di’ a tutti la parola che hai scelto”, lo incalzò Tesei. “Linguaggio”, disse Renato a voce alta. Ero sempre più stupita. Già, perché non si trattava della mia parola. Ora che l’impossibile era diventato possibile, tornava a essere impossibile. Una parola mi era caduta dal cielo come una pallina lanciata da un giocoliere e la mia mente l’aveva prontamente afferrata. Doveva per forza essere giusta. “Chiara, vuoi girare il tuo foglio?”. Lo girai, tra l’incredulo e il sospetto. Tutti lessero la mia parola e risero. A quanto pare Tesei aveva ciccato in pieno. Sul foglio, infatti, stava scritto “Gioco”. Un attimo di imbarazzo, con Tesei che cercava di rimediare alla figuraccia: “Beh, in fondo il linguaggio è un gioco”, ma era chiaro che si trattava di un bluff ed ero pronta al colpo di scena. A terra, sul palco, era rimasta una scatola dal coperchio trasparente, utilizzata in uno dei giochi precedenti. “Vieni, Chiara, vieni, apriamo insieme la scatola”. C’era un foglio piegato. Tesei lo aprì mostrandolo a tutti. Da un lato era scritto “Linguaggio” e dall’altro? Eh sì, c’era proprio scritto “Gioco”. Scesa dal palco, ero allo stesso tempo ammirata e sconcertata. “Di’ la verità: eravate d’accordo?”: mi chiese un vicino di posto. Ero ancora talmente incredula che nemmeno riuscivo a rispondergli. Non l’avevo mai incontrato prima, questo Tesei, e non ero affatto d’accordo con lui. Pazzesco.

Se non fosse stata una serata organizzata dal CICAP Piemonte e se non fosse stato Tesei stesso ad ammettere di non credere nel paranormale, dopo l’esperienza di ieri sera avrei detto che qualcosa di paranormale era accaduto. Perché l’abile mentalista ha lasciato a bocca aperta anche il più scettico degli scettici. E invece niente di paranormale: si è trattato solo, si fa per dire, di giocare con l’immaginazione e le straordinarie potenzialità della mente. Indovinare parole impresse solo nel pensiero dello spettatore, intuire i colori scelti e le mosse fatte, smascherare bugie e riconoscere verità. E’ così che il Mind Juggler, il giocoliere della mente, come ama definirsi, utilizzando tecniche di comunicazione subliminale, di mentalismo e di illusionismo psicologico, ha regalato alla sala gremita di persone uno spettacolo meraviglioso. Da rimanere senza parole.

No, non è vero, a me una parola è rimasta: gioco. E dunque grazie, Francesco, per questo gioco che hai fatto fare alla mia mente.

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Lo sguardo incantato

giugno 11th, 2010 — 11:17am

di Marco Cagnotti

“Hai visto?”, dice. “Ne han fatta un’altra“. Chi?

Dice: “Quelli là, quelli del CICAP. Brutta gente”. Uh?

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