Tag: etologia


Una tenzone a suon di… note!

dicembre 13th, 2013 — 1:12pm

I rapper che non ci immaginiamo

di Giulia Negri

Soffici palline piumose. Soffici palline piumose che producono soavi melodie. Siamo abituati a vederli così: piccoli, teneri, indifesi passerotti che arruffano le piume quando il freddo si fa pungente e cinguettano senza posa allietando le nostre giornate all’aria aperta. 

In verità, in verità vi dico… mica tanto! Gli studi di Çağlar Akçay, Elizabeth Campbell e Michael Beecher sui passeri cantori, pubblicati sui “Proceedings of the Royal Society B, ci mostrano come i nostri pennuti amici siano in realtà piuttosto territoriali e abbiano un modo davvero insolito per scacciare gli intrusi.

Yo, fratello, lascia il mio alberello! (Cortesia: Kevin Bolton)

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I delfini si chiamano con un fischio

marzo 4th, 2013 — 3:00am

Suoni personalizzati per contattarsi nell’oceano

di Aristotele Karytinos

I fischi, per l’uomo, non sono certo un modo raffinato di comunicare: con un fischio attiriamo l’attenzione, dimostriamo approvazione o disappunto, e poco altro. Esistono però rari casi di linguaggi composti solo da fischi, come quello usato dai pastori di La Gomera per comunicare tra loro a grandi distanze. Nel regno animale poi non siamo certo gli unici “fischiatori”. Uno in particolare usa tali suoni anche come una sorta di firma: stiamo parlando del delfino.

Chissà che cosa si raccontano… (Cortesia: Jeff Kraus)

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Come i bombi rilevano i fiori

febbraio 22nd, 2013 — 6:39pm

Grazie ai campi elettrici

di Chiara Mancini

Bzzz…bzzz…bzzz…Un bombo svolazza in giro per il campo in cerca di fiori. Bzzz…bzzz…bzzz…Usa la vista per individuarli e pure l’olfatto. Bzzz…bzzz…bzzz… Ma si serve anche del campo. Quello elettrico, s’intende.

Bzzz...bzzz...campo elettrico più positivo=fiore vuoto. (Cortesia: Christian Stamm)

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Sigarette per sopravvivere

dicembre 23rd, 2012 — 11:44am

Una nuova strategia adottata da passeri e fringuelli

di Roberta Rita Sacchi

Quando la nostra casa è invasa dagli scarafaggi, il nostro primo pensiero è quello di chiamare la disinfestazione. Se però è il nido di un uccellino a essere invaso dai parassiti? Non potendo chiamare la disinfestazione, il proprietario è costretto a cercare altri rimedi.

Un esemplare maschio di Carpodacus mexicanus. (Cortesia: John Benson)

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La “password” degli uccelli

novembre 27th, 2012 — 3:05pm

Ecco la risposta degli scriccioli agli inganni dei cuculi

di Margherita Nobile

Nel Sud-Est dell’Australia lo scricciolo della specie Malurus cyaneus, chiamato anche scricciolo azzurro superbo, ha ideato uno stratagemma per la sopravvivenza e la protezione dei propri piccoli: si tratta di un codice tra madre e uova. Ogni madre canta alle proprie uova una melodia, che è unica, con una struttura ben definita che solo gli scriccioli riescono a imparare e a riprodurre fedelmente. Com’è possibile che solo gli scriccioli riescano a ripeterla correttamente? E’ una caratteristica genetica? A svelare il segreto di questo codice sono alcuni esperti della Flinders University di Adelaide.

Esemplare di scricciolo Malurus cyaneus. (Cortesia: JJ Harrison)

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Esistono forme di intelligenza negli animali?

novembre 10th, 2012 — 10:31pm

Il cacatua ci dice di sì

di Ettore Balbi

Quando facciamo riferimento al termine “intelligenza” intendiamo l’insieme delle capacità psichiche e mentali che permettono al soggetto di interpretare fenomeni ed eventi relazionandoli tra loro. Noi limitiamo il concetto di intelligenza all’ambito umano, ma ci sono elementi che pongono dei dubbi su questa nostra presunzione. Sono infatti innumerevoli gli esempi di intelligenza che gli animali hanno offerto nel corso del tempo, come l’organizzazione complessa e perfetta messa in atto dal branco predatore durante la caccia, oppure la capacità dell’orso bianco di cacciare la foca aspettandola pazientemente per farle poi crollare addosso un lastrone di ghiaccio allo scopo di bloccarla e catturarla.

Recentemente alcuni ricercatori hanno tenuto sotto osservazione un piccolo cacatua bianco appartenente a una colonia in cattività in Austria: Figaro ha dimostrato una straordinaria abilità nel costruire strumenti.

"Uff, uff...'sti scienziati: invece di darmi una mano, stanno lì a fissarmi. Mah...non mi sembrano molto intelligenti" (Cortesia: Alice Auersperg)

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Anche i corvi si chiedono: “Perché?”

ottobre 12th, 2012 — 2:35pm

Non solo l’uomo ragiona sulle cause nascoste

di Aristotele Karytinos

Misteri, enigmi, arcani. Ci sono molti modi per definire i fatti inspiegabili, dai quali l’uomo è sempre stato spaventato e attratto al tempo stesso. Scienza, religione e società si sono sviluppate attraverso la nostra curiosità e capacità di spiegare o meno le cause dietro agli eventi: un talento, questo, mai documentato negli altri animali. Ma come si è evoluta un’abilità così peculiare? E soprattutto, siamo davvero gli unici a possederla?

Un corvo armeggia con un bastoncino per procurarsi il cibo. (Cortesia: Università di Auckland)

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Genitori ansiosi? Non solo per l’uomo

giugno 15th, 2012 — 3:00am

Come l’ansia interferisce con le cure parentali

di Erika Coletto

Le cure parentali abbracciano una serie di comportamenti stereotipati, visibili in quasi tutti i mammiferi. Vi sarà capitato di assistere alla tanto tenera immagine di una gatta che coccola i propri piccoli, così come una donna accarezza e bacia il suo cucciolo in fasce. Lo scopo è lo stesso: curare la propria prole. Tra gli animali il “Licking”, cioè leccare il piccolo, rappresenta, tra le cure parentali, l’atteggiamento più comune. Ma vi sono specie di animali dove a occuparsi di questo non è la femmina, bensì il maschio. Sì, un premuroso e affettuoso papà.

"Basta ansia, puoi venire un po’ qui papà?". (Cortesia: 6th Happiness)

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Guardami, cane, guardami

febbraio 13th, 2012 — 3:00am

I cani seguono lo sguardo dell’uomo (anche in tv)

di Giulia Lucconi

Il mio primo cane si chiamava Bella. Era una trovatella, era stata abbandonata. Non era di una razza definita, ma sicuramente era un incrocio con un pastore tedesco. Per tutta la famiglia era molto intelligente: seguiva con attenzione il pallone durante le partite di calcio trasmesse in tv, era attenta ai movimenti delle nostre mani e sapeva esattamente dove si trovavano i gelati durante le calde sere d’estate. Eravamo convinti fosse un cane eccezionale, fuori dal comune. Eravamo, appunto.

Come mi piace questo film! (Cortesia: Mdk572)

 

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Le talpe pelate non soffrono

gennaio 17th, 2012 — 4:30am

Un’altra stranezza per una bestiola già strana di suo

di Giulia Ferraris

L’Heterocephalus glaber, volgarmente detta talpa senza pelo, è indubbiamente uno degli animali più particolari (e brutti) che esistano. Cugino di cavie e porcospini, questo roditore dalla lunghezza di 7-8 centimetri è originario dell’Africa Orientale e dagli studi fatti su di lui è emerso che non sviluppa il cancro, il suo nome è erroneo (ha infatti peli sulla punta alle dita che usa per spazzare il terriccio alle proprio spalle, quasi usasse una scopa) e può vivere anche per più di due decenni. E non solo: non sente il dolore.

Heterocephalus glaber, piccolo e inconsueto mammifero dell'Africa Orientale, è risultato essere immune al dolore. (Cortesia: photolibrary.com)

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L’orango del Borneo, una scimmia in via di estinzione

gennaio 17th, 2012 — 3:00am

Costretto a digerire i propri muscoli per sopravvivere

di Nicoletta Schettini

L’orango del Borneo (Pongo pygmaeus) è una scimmia ominide endemica del Borneo. In natura ha una vita media tra 35 e 40 anni, in cattività può invece raggiungere i 60 anni di età.

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Spermatozoi impacciati

dicembre 19th, 2011 — 6:39am

Nelle talpe. Anche i nostri, però…

di Federica De Toma

La chiamano anche talpa nuda africana o eterocefalo glabro e i suoi spermatozoi sono davvero lenti, come se non avessero bisogno di arrivare per primi all’ovulo. E in effetti è proprio così.

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Passeri canterini angosciati dalla morte

dicembre 18th, 2011 — 10:45am

Quanto può essere minaccioso un semplice verso?

di Irene Pilloni

Socrate a parte, chi non ha paura delle morte? Probabilmente abbiamo sempre pensato che questa angoscia fosse un fardello peculiare dell’uomo. Ma da oggi possiamo consolarci: non siamo gli unici a provare questo sentimento. Secondo quanto afferma uno studio condotto da una ricercatrice canadese, Liana Zanette, e dai suoi colleghi dell’Università del Western Ontario anche i passeri canterini temono la morte. Non solo, secondo questa ricerca, pubblicata di recente su “Science”, questo timore porta alla nascita e alla sopravvivenza di un minor numero di passeri.

Didascalia: mamma passera impaurita. (Cortesia: Marek Allen)

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Empatia libera

dicembre 16th, 2011 — 11:19am

Topi socialmente utili

di Andrea Quarleri

“Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche, e il dolore li spinse di nuovo ad allontanarsi uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno, di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”. Parole di saggezza di Arthur Schopenhauer nei Parerga e Paralipomena (1851). Il sommo filosofo rappresentava così la sua idea di empatia tra esseri umani. E non c’è altra definizione allo stesso tempo più efficace e incantevole di questa. Però proviamo a immaginare una situazione simile, senza badare alla vena poetica. Pensiamo allora a piccoli ratti da laboratorio, d’accordo senza spine e in assenza del rigido freddo di una foresta invernale, ma ben acclimatati, seppur in una gabbia. Sarebbe possibile, in queste condizioni, assistere a fenomeni di empatia? Secondo un nuovo studio sperimentale, la risposta è sì.

Fotografia "contagiosa". (Cortesia: Martin Vegas)

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Parola di scimpanzé

dicembre 12th, 2011 — 7:57am

Il loro cervello è prezioso per capire l’evoluzione del linguaggio umano

di Vincenzo Romano

Il linguaggio orale è prerogativa dell’essere umano: nessun altro vivente presenta una forma di comunicazione di un tale livello di complessità e di elaborazione. Grazie ad esso esprimiamo percezioni, concetti, emozioni, idee e pensieri. Non solo: esso ci permette di indagare persino il luogo della sua stessa produzione, la mente. Il gruppo di Vera Ludwig, della Charité University of Medicine di Berlino, ha però scoperto che anche negli scimpanzé esistono i rudimenti necessari per l’evoluzione del linguaggio. Si tratta di associazioni non casuali tra stimoli sensoriali di diversa natura: suoni acuti con immagini chiare e suoni gravi con immagini scure.

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Se lampeggia, non è buono

dicembre 9th, 2011 — 3:00am

Lo pensa il ragno

di Eliana Intruglio

Le lucciole emettono dei segnali luminosi per attirare i propri partner e accoppiarsi. Questo segnale attira anche i loro predatori, come i ragni saltatori. Tuttavia non sempre i ragni gradiscono il loro “spuntino lampeggiante”.

Un ragno saltatore. (Cortesia: Daiju Azuma)

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Le vespe si guardano e si riconoscono

dicembre 8th, 2011 — 2:35pm

La straordinaria abilità di un insetto

di Erika Coletto

Un uomo cammina per strada e incontra un viso conosciuto, si ferma e saluta l’amico. Una vespa operaia nel suo svolazzare incontra per caso la vespa regina e fa un inchino. La vespa: un insetto in grado di provocare reazioni di fuga, a volte esilaranti, e le cui punture possono essere molto dolorose. Ma è davvero possibile che questi animali abbiano la capacità di riconoscere individui della stessa specie, pur essendo degli insetti?

"Fatti guardare, sei come me?". (Cortesia: Jörg Groß)

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La comunicazione si tinge di nero… corvino

dicembre 8th, 2011 — 7:17am

Ma forse sono semplici rituali di accoppiamento

di Federica De Toma

Un rametto, un sassolino, del muschio. Sciocchezze, se paragonate a un costoso anello di diamanti. Eppure forse a un corvo bastano per trovare un compagno. Uno per tutta la vita. Simone Pika, del Max Planck Institute for Ornithology di Seewiesen, in Germania, in un articolo su “Nature Communications” spiega come i corvi sfruttino una serie di gesti referenziali per comunicare fra loro. Ma di che cosa si tratta?

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Giochi da Primati

dicembre 4th, 2011 — 3:00am

Somiglianze e differenze tra gli svaghi degli scimpanzé e degli uomini

di Alessandro Gallo

Forse qualcuno potrebbe sentirsi offeso, ma guardare dei neonati giocare tra di loro in un asilo nido e poi osservare dei piccoli scimpanzé in uno zoo potrebbe causare un déjà vu. Il nostro passato da “scimmie pelose” è infatti rintracciabile in alcuni comportamenti sociali ed espressioni facciali dei giovani individui, oltre che dall’esistenza di persone particolarmente villose come Lucio Dalla. Attegiamenti da noi considerati umani, evoluti o superiori che dir si voglia, infatti, sono molto più primitivi di quanto si pensi. Queste considerazioni sono oramai avvalorate da molti studi etologici. Partendo da questo confronto che spesso si fa tra l’uomo e gli altri animali, Elisabetta Palagi e Giada Cordoni, dell’Università di Pisa, hanno pubblicato un articolo su “PloS ONE” sul cambiamento delle tipologie di gioco e della corrispettiva mimica facciale in neonati e in giovani esemplari di scimpanzé (Pan troglodytes). I dati sono stati poi messi a confronto con quelli di studi simili precedentemente svolti sull’uomo.

Due piccoli di scimpanzé che giocano. (Cortesia: Delphine Bruyere)

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Dieci piccoli gamberetti

novembre 24th, 2011 — 3:00am

Il thriller dei gamberetti killer

di Giuditta Romeo

C’erano una volta Tim, Jim, Pam e Sam, tutti figli dello stesso “mare”, diventati inquilini forzosi dello stesso “appartamento” della periferia Pavese. Avevano un’altra cosa in comune: il senso di sopravvivenza. Questo potrebbe essere un buonissimo scenario per un thriller a suon di gamberetti killer. Purtroppo non si tratta solo di un racconto e, come hanno osservato Janine Wong e Nico Michiels, dell’Università di Tubinga, in Germania, gamberetti killer esistono davvero. Risale a pochi giorni fa, infatti, la notizia che riguarda i Lysmata amboinensis pubblicata sulla rivista “Frontiers in Zoology. I Lysmata sono notoriamente pacifici. Diventano però aggressivi se costretti a vivere con altri tre o quattro esemplari della stessa specie nello stesso acquario.

Con questi colori un killer non passa inosservato (Cortesia: Lonnie Huffman)

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All’inizio era il Verbo. Anzi no, il gesto

novembre 19th, 2011 — 3:00am

Dalla vocalizzazione alla gestualità, le ricerche sul linguaggio cambiano traiettoria.

di Nicolás Veneri Rodríguez

Un gruppo di primatologi del Max Planck Institute di Lipsia, in Germania, in collaborazione con i ricercatori del dipartimento di psicologia evolutiva della Libera Università di Berlino, in Germania, e dell’Università di Portsmouth, in Inghilterra, ha condotto una serie di lunghi studi sperimentali sulla comunicazione gestuale all’interno di diverse specie di primati. Lo scopo della ricerca era il confronto sistematico tra forme di espressione gestuali e vocali e la loro relazione con la nascita di un linguaggio simbolico. Negli anni passati le attenzioni degli studi in questo campo sono state dedicate alla capacità di emettere suoni articolati. Una caratteristica che era considerata la base dell’origine del linguaggio. Le ultime prove, però, mostrano che tra i nostri parenti antropomorfi i repertori vocali sono poveri, poco flessibili e non convenzionali. Ecco perché le nuove ricerche hanno cambiato direzione: non è più il suono a essere studiato, ma il gesto.

Il sorriso di Pan (Pan troglodytes) (Cortesia: Richard, United States)

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Pesci stressati: una SPA tutta per loro

novembre 19th, 2011 — 3:00am

Massaggiatori subacquei per alleviare i problemi di stress sottomarino

di Elena Prada

Alzi la mano chi non ha mai desiderato, dopo una lunga giornata di lavoro, un massaggiatore personale che alleviasse lo stress accumulato? Se provassi a immergermi nelle acque del Mar Rosso o dell’Oceano Indiano e rivolgessi la stessa domanda ai pesci chirurgo otterrei la stessa risposta che potrei ottenere da voi. Con la piccola, ma sostanziale, differenza che questi pesci hanno a disposizione un massaggiatore dedicato: il pesce pulitore. Marta Soares, una ricercatrice dell’ISPA University Institute di Lisbona, in Portogallo, ha notato che l’uso regolare da parte dei pesci chirurgo del servizio “offerto” dai pesci pulitori permette la pulizia delle pinne da parassiti e cellule morte. Non solo: contemporaneamente causa il rilassamento dell’animale grazie al movimento continuo sulle pinne pelviche e pettorali.

Un pesce chirurgo forse in cerca della SPA

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Uccellini canterini

novembre 11th, 2011 — 3:00am

Duetti in natura

di Eleonora Dellera

Immaginate di trovarvi in una foresta tropicale. Vegetazione rigogliosa, colori vivaci. Se vi sforzate un po’, potreste anche iniziare a percepire dei suoni, come un canto melodioso che si muove attraverso le cime degli alberi. Un cinguettio leggiadro, in cui due voci si rincorrono, come in un elegante passo a due. Nelle foreste di bambù dell’Ecuador è davvero così. Se vi capitasse di passare da quelle parti, fateci caso, potreste imbattervi in una coppia di scriccioli, uccellini della famiglia dei Trogloditi che si dilettano nel comporre duetti. Non solo si dilettano, ma sembra che il loro cervello sia addirittura programmato per comporre questi pezzi. Maschio e femmina si alternano armoniosamente, tanto da far sembrare questo mini-concerto a due il canto di un singolo uccellino.

Piccoli uccellini compongono duetti sorprendentemente sincronizzati (Cortesia: Browerk)

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hihi (Notiomystis cincta)

ottobre 25th, 2011 — 6:36pm

di Tupaia

Lo hihi (Notiomystis cincta) è un passeriforme endemico della Nuova Zelanda, bellino, colorato, ma abbastanza insignificante per un osservatore occasionale non appassionato di bird-watching. Ciononostante è un uccello praticamente unico al mondo per un paio di caratteristiche davvero peculiari, anche se non parla come il tui, non è sfigato come il kiwi e non è stato pubblicizzato da Douglas Adams come il kakapo, anche loro uccelli endemici della terra più remota del mondo.

Continua… (L’orologiaio miope)

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I piranha che parlano

ottobre 20th, 2011 — 3:00am

E lo fanno in tre modi diversi

di Chiara Mancini

Un piranha rosso (Pygocentrus nattereri) in un acquario. Che ci fa lì? E’ oggetto di ricerca di Sandie Millot, Pierre Vandewalle ed Eric Parmentier, dell’Università di Liegi, in Belgio, che vogliono scoprire i suoni che il pesce emette sott’acqua. Pare infatti che questo animale non sia silenzioso durante le sue attività subacquee.

Il crudele chiacchierone (Cortesia: Gregory Moine)

I ricercatori, che hanno poi pubblicato i loro risultati sul “The Journal of Experimental Biology“, hanno scoperto che il piranha emette ben tre tipi di rumori a seconda di tre situazioni diverse nelle quali può trovarsi. Per esempio, quando si trova di fronte a un rivale emette rapidi richiami, molto simili all’abbaiare di un cane. Durante un combattimento con un altro pesce, invece, il piranha tende a emettere due rumori deboli e sordi.  Per realizzare questi due tipi di suoni il piranha usa muscoli che sbatte velocemente sulla vescica natatoria, una camera piena d’aria che serve per galleggiare. L’ultimo richiamo è il peggiore e si sente quando il piranha digrigna i denti per scacciare un altro piranha dalla propria preda.

I ricercatori avevano già notato in precedenza che questi pesci emettevano un suono, ma non pensavano che ce ne fossero addirittura tre e per tre situazioni specifiche. Le ricerche continueranno, ma speriamo che i ricercatori, presi da troppo entusiasmo nello studio, non lascino incautamente le mani a lungo nell’acquario. Altrimenti per un morso del piranha potrebbero essere loro a emettere qualche urlo.

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L’intelligenza delle lucertole

luglio 18th, 2011 — 3:00am

Anche loro sanno risolvere problemi

di Chiara Mancini

Non si sottovaluti l’astuzia della lucertola. All’apparenza, infatti, può sembrare un essere poco intelligente, ma Manuel LealBrian Powell, della Duke University, a Durham, in North Carolina, l’hanno vista risolvere con successo problemi che di solito sono riservati a mammiferi e uccelli.

"Ma per chi mi hai preso? Non sono mica scema".

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I corvi dicono a tutti chi sono i cattivi

luglio 7th, 2011 — 3:00am

Gracchiando contro maschere da cavernicoli

di Chiara Mancini

“Mai più”, ripeteva il corvo della poesia di Edgar Allan Poe. “Mai più”, dissero forse i corvi del campus dell’Università di Washington a Seattle ripensando all’esperienza della cattura subita da alcuni loschi individui. Lo dissero per farlo sapere a tutti. E il modo in cui lo fecero funzionò.

L'osservatore è pronto a gracchiare contro i cattivi

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Lo sguardo dei lupi

marzo 22nd, 2011 — 3:00am

Lontano, oltre gli ostacoli

di Roberto Insolia

Stai lavorando al computer mentre il tuo cane (Canis familiaris) è accucciato sulla brandina. Poi tu alzi gli occhi e lui, che in fondo era lì vigile come sempre, solleva un po’ la testa: gli occhi si cercano, i vostri sguardi si incrociano. “Anche questo è un segnale di addomesticamento“, pensi con l’orgoglio tipico dell’Homo sapiens. Ora invece siete in campagna. Tu guardi lontano, forse qualcosa oltre gli alberi: ma il tuo cane guarda te, solo te, e molto difficilmente seguirà il tuo sguardo verso quel punto lontano. Ma, se accanto a te ci fosse un lupo (Canis lupus), lui sì che andrebbe a guardare là, dove sono andati i tuoi occhi.

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Tutti i ragni sono velenosi, ma alcuni sono piu’ velenosi di altri: il ragno violino (Loxosceles rufescens)

febbraio 22nd, 2011 — 5:20pm

di Tupaia

Quest’intervista è disponibile in versione
ridotta anche nel podcast
di Quarantadue

DISCLAIMER: Se siete aracnofobi leggete con cautela questo post, non vorrei infondere in nessuno preoccupazioni eccessive e ingiustificate.

Esistono nel mondo circa 40.000 specie di ragno conosciute, ma di queste solo circa 200 sono considerate pericolose per l’uomo. Le specie piu’ pericolose appartengono ai gruppi Latrodectus (vedove nere), Steatoda (false vedove nere), Loxosceles (ragni violino), Atrax (funnel-web spiders), Phoneutria (ragni delle banane), Cheiracanthium (ragni delle foglie).

In Italia quando si pensa ai ragni velenosi la mente va subito alla malmignatta, Latrodectes tredecimguttatus, la “vedova nera italiana”, e alla tarantola, Lycosa tarentula (che pero’ non e’ una vera tarantola). La tarantola italiana in realta’ gode di cattiva fama ma non e’ particolarmente pericolosa, la sua puntura da’ piu’ o meno i sintomi di una puntura di vespa, mentre la malmignatta puo’ essere fatale per bambini piccoli, anzani o ammalati, pur essendo in generale incapace di uccidere un adulto in buona salute.

Ragno violino, Loxosceles rufescens. Si noti il disegno del “violino” sulla schiena. (Cortesia: infojardin.com)

Continua… (L’orologiaio miope)

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Quando gli uccelli smettono di volare

febbraio 19th, 2011 — 3:00am

Le conseguenze per le piante

di Roberto Insolia

Le piante fanno tutto da sé e sono dette autogame. Quando invece ricorrono all’aiuto del vento, dell’acqua, degli insetti o degli uccelli sono dette allogame: stiamo parlando dell’impollinazione, cioè di quel meccanismo riproduttivo nel mondo vegetale che prevede il trasporto del polline dall’organo sessuale maschile a quello femminile della stessa pianta o di piante diverse. Volendo concentrarci proprio sulle allogame, possiamo dire che c’è differenza fra l’affidare il proprio destino riproduttivo al vento piuttosto che a un animale. Perché il vento soffia da sempre e continuerà a farlo (con ragionevole e scientifica certezza), ma un altro essere vivente, prima o poi… potrebbe scomparire dalla faccia della Terra. In questo caso, quale sarebbe il destino della pianta “riproduttivamente” legata all’animale estinto?

Anthornis melanura, l'uccello campana. (Cortesia: Dave O)

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