Il campanello d’allarme da una piccola lumaca di mare
di Ettore Balbi
Un mare acido che scioglie qualunque cosa vi si immerga è un’immagine fantascientifica? Probabilmente molti di noi risponderebbero di sì. Eppure Geraint Tarling, del British Antarctic Survey a Cambridge, in Inghilterra, ritiene quest’apocalittica immagine non del tutto improbabile.
Qual è il problema dei pesci al giorno d’oggi? Prendono troppi farmaci. No, non è uno scherzo. Certo, al contrario dell’uomo, la fauna acquatica non sceglie quali medicine assumere: subisce gli scarti dell’attività umana scaricati giù per i nostri tubi, con conseguenze inattese.
Che siano usati o gettati, i farmaci restano in circolazione più di quanto pensassimo. (Cortesia: e-MagineArt.com)
Che cosa viene subito in mente di fronte alla parola “anidride carbonica” ? Esatto, proprio quell’altro termine, un po’ sgradevole: “effetto serra”. E da quando se ne studiano gli effetti, c’è anche qualcuno che cerca di metterci una pezza. Per questo le piante, grazie alla loro capacità di assorbire CO2 impiegandola nella fotosintesi, si sono trasformate nei nostri paladini contro le alterazioni climatiche. Tuttavia chi pensa che il “rimedio vegetale” sia senza intoppi dovrà ricredersi, dopo la scoperta pubblicata il mese scorso su “Science”.
Potete vedere l’albero, ma riuscite a vedere le micorrize? (Cortesia: Malene Thyssen)
Nel 1935 in Australia è stato introdotto Bufo marinus, il rospo delle canne, perché fosse utilizzato nella lotta contro alcune specie di insetti infestanti. Ma in questo caso, come spesso succede in situazioni simili, l’introduzione del rospo ha avuto delle ripercussioni negative sulle specie autoctone. Questo è accaduto oprattutto per l’effetto di una tossina che produce, la bufotossina, la quale è in grado di fermare il cuore e quindi di uccidere i predatori dell’anfibio. Uno di questi è la lucertola dalla lingua blu (Tiliqua scincoides), che però s’è trovata un antidoto.
Sono piccole e a macchie. Quando le prendi in mano esprimi un desiderio e poi loro se ne volano via. Ma di che cosa stiamo parlando? Delle graziosissime coccinelle, insetti della famiglia dei coleotteri. Le coccinelle sono utili per uccidere molti parassiti della frutta e della verdura e sono insetti amati dai bambini (e non solo). Ma c’è di più. Infatti questi piccoli animali sono stati oggetto di esperimenti che andavano a indagare il cambiamento di colore delle loro livree in funzione della variazione della luce solare o della temperatura.
Coccinella costiera o dell'entroterra? (Cortesia: entomart)
Dalle carote di ghiaccio si estraggono dati sulla salute del pianeta
di Marco Tarantola
L’effetto serra è certamente uno dei problemi più annosi per gli scienziati che si occupano di cambiamenti climatici. La questione è complessa e le lobby molto forti. A livello fisico intervengono numerosi fenomeni legati alla termodinamica. A livello sociale bisogna considerare i diritti rivendicati dai Paesi in via di sviluppo. A livello politico gli interessi in gioco sono di miliardi di dollari. Ma un recente studio sull’ultima era glaciale (circa 20 mila anni fa) propone nuovi risultati.
Un po’ di smog sopra i cieli di Los Angeles. (Cortesia: NASA/Terry Lathem)
Sul rapporto tra uomo e cibo hanno detto la loro molti filosofi e studiosi. Per esempio nel suo trattato La Fisiologia del Gusto il gastronomo e pensatore francese Jean Anthelme Brillat-Savarin scrive: “Dimmi cosa mangi, e ti dirò chi sei”. Sara vero? Di certo vale per la flora intestinale.
L’interpretazione dei segnali di un ecosistema sconvolto
di Aristotele Karytinos
A passo svelto, con la testa bassa sotto un giornale, l’uomo dall’altra parte del marciapiede cerca riparo dall’acquazzone. Lo sfortunato passante di certo non si è preoccupato di controllare le previsioni meteorologiche, altrimenti avrebbe saputo del temporale in agguato. Ma la pioggia non è l’unico evento naturale da cui dobbiamo guardarci: i delicati ecosistemi del nostro pianeta possono andare incontro a profonde alterazioni, potenzialmente dannose sia per l’ambiente sia per l’uomo. Peccato però che non si possano prevedere. Oppure sì?
Se possiamo prevedere gli sconvolgimenti che avverranno sotto la superficie di un lago come questo, forse possiamo anche evitarli.
Già l’albatro cantato dal poeta inglese Coleridge nella sua ottocentesca ballata non se la passava bene, tanto che oggi si confermano tempi decisamente duri per questi uccelli. Infatti se l’onda dello tsunami provocata dall recente terromoto giapponese, abbattendosi sull’atollo di Midway nelle Hawaii, ha portato devastazione e morte fra la comunità di albatri che lì nidificava, ecco che è arrivato anche il mercurio ad accanirsi contro questi animali. Secondo un recente articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, durante l’ultimo secolo quest’agente tossico ha infatti raddoppiato la sua concentrazione negli albatri.
Quanto mercurio conterrà? (Cortesia: C.F. Ziellermann/Fish and Wildlife Service)
Le riserve marine sono forse come le ciliege, tanto che una tira l’altra? Gli scienziati sono forse come i bambini, tanto che non smetterebbero mai di mangiare ciliege? Perché sembra che queste riserve, dette anche aree marine protette (AMP), non siano certamente poche. Tuttavia non sempre funzionano al meglio.
Sono passati ormai alcuni anni da quando venne avanzata per la prima volta l’idea di un’automobile alimentata a idrogeno. Oltre alle tasche degli automobilisti, anche l’ambiente ne avrebbe tratto vantaggio: la combustione dell’idrogeno ha infatti come unico prodotto il vapore acqueo. Nessuna emissione di gas serra, come l’anidride carbonica, e una fonte di materia prima inesauribile: il mare. Una proposta interessante ma fino a oggi priva di seguito. Anche perché, per ricavare l’idrogeno, bisogna effettuare l’elettrolisi dell’acqua e quindi consumare energia. Se per farlo si bruciano combustibili fossili, il problema ambientale non si risolve. Tuttavia di recente è stata valutata la possibilità di sfruttare degli organismi unicellulari in grado di produrre idrogeno mediante i loro naturali processi metabolici. Infatti è noto da tempo che alcuni ceppi batterici possiedono questa preziosa capacità, ma la produzione del gas può avvenire solo in ambiente anaerobico, ossia privo di ossigeno. Queste condizioni però sono molto difficili da creare soprattutto se si vuole ottenere una produzione su larga scala.
Il Cyanoteche 51142 è davvero uno dei maggiori produttori di idrogeno? (Cortesia: Pakrasi Lab)
Gli effetti nocivi di alcune molecole su piante, animali e uomini sono noti da molto tempo. Tuttavia l’ampio spettro di conseguenze è stato ulteriormente allargato da Peter Frederick, dell’Università della Florida, e Nilmini Jayasena, dell’Università di Peradeniya, nello Sri Lanka, che hanno scoperto un effetto molto particolare su una specie di uccelli. E’ infatti la prima volta che uno studio metta in correlazione diretta la concentrazione di una sostanza tossica e le tendenze omosessuali.
A quanti di noi è capitato di scottarsi standocene sdraiati in riva al mare, andando a sciare o semplicemente passeggiando all’aria aperta senza essere protetti da un’adeguata crema solare? A molti, ne siamo certi. Del resto non c’è da stupirsi. Com’è noto, le radiazioni UV possono essere estremamente dannose per gli umani. Ma, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non siamo i soli a subire questi effetti negativi. Infatti da recenti studi pubblicati sui “Proceedings of the Royal Society B” emerge che le balene possono presentare delle lesioni solari simili, se non peggiori, rispetto a quelle riportate dalla specie umana.
Salto di una megattera sulla superficie dell’acqua.
Realizziamo parchi nazionali e riserve per proteggere animali e piante, ma che ne è delle persone che vivono nei dintorni? Spesso le aree protette limitano la caccia e l’agricoltura e questo potrebbe ridurre il reddito degli abitanti dei villaggi circostanti. D’altro canto si creano nuovi impieghi come guardiani o guide turistiche. Ma allora parchi e riserve agevolano o no la vita dei vicini?
Il cratere del Vulcano Poás del Poás Volcano National Park sulla costa pacifica della Costa Rica. (Cortesia: P. Andersen)
La vita è bella perché è varia. Come ha scritto il filosofo francese Diderot, sembra che la natura si sia divertita nel variare lo stesso meccanismo in un’infinità di modi diversi.
La barriera corallina: un ecosistema ricco di biodiversità, ma a rischio estinzione. (Cortesia: R. Ling)
Lontano lontano. Praticamente in Canada. Quasi qui
Gli scienziati del National Center for Atmospheric Research (NCAR) hanno sviluppato alcune simulazioni della diffusione del petrolio fuori dal Golfo del Messico. Ci tengono a precisare che non sono previsioni precise, ma solo indicazioni di massima utili per prepararsi.
Il risultato è spaventoso: nel giro di quattro mesi il petrolio andrà ad appestare tutta la costa orientale degli Stati Uniti e si spingerà in profondità nell’Atlantico, con un’inquietante propaggine diretta verso l’Europa. Tutto ciò, beninteso, nell’ipotesi che il flusso si arresti prima del 20 giugno. Se proseguisse anche dopo (e puoi giurarci che proseguirà) la situazione sarebbe ancora peggiore.
Per darci modo di godere dello spettacolo, Gizmodo ha realizzato un simpatica ricostruzione della Terra dallo spazio.
La catastrofe della Deepwater Horizon sembra la peggiore della storia.
Ma non lo è: siamo riusciti a fare perfino di peggio.
Gavin Potenza è un designer che produce eleganti infografiche. Fra le ultime, le peggiori fuoriuscite di petrolio della Storia. Da esserne orgogliosi, davvero.
Sì, ma quant’è grande? Ché si fa presto a dire “grande”. Ma si può avere un’idea dell’estensione della marea nera che devasta il Golfo del Messico? Sicché in questi giorni sta rimbalzando da un blog all’altro un sito, Ifitwasmyhome.com, nel quale si può spostare a piacimento la patacca oleosa sulla superficie del pianeta. Esperimento: centriamola nel cuore della Svizzera, proprio sul Massiccio del Gottardo. Ed ecco qua: è più grossa del territorio della Confederazione.
Il 19 aprile scrivevamo che The Big Picture, di boston.com, è “una copertura delle news con un servizio esclusivamente fotografico, nel quale la spettacolarità è l’elemento predominante nella scelta delle immagini”. Ora prendiamo il dizionario e, alla voce “spettacolare”, troviamo: “che ha le caratteristiche, l’attrattiva di uno spettacolo grandioso”. Ora, che cosa ci sia di spettacolare nel servizio sulla marea nera in Louisiana, è impossibile dire. Chiunque possieda un briciolo di empatia potrà soltanto sentirsi stringere il cuore.
L’ufficio senza carta prepara il mondo senza carta. Igienica
di Paolo Attivissimo
Ce l’abbiamo fatta: la promessa dell’ufficio senza carta sta cominciando ad avverarsi. L’avvento di Internet, della mail e degli e-book, iPad compreso, sta riducendo il numero di libri e di giornali stampati. Ma a questo punto entra in gioco la Legge delle Conseguenze Impreviste. Se non si stamperanno più libri e giornali, non ci sarà più carta igienica.
Sembra una puntata di CSI: morti, indagini, investigatori, analisi forensi. La scena del crimine è l’Oceano Pacifico, al largo delle coste giapponesi. E’ lì che sono morte alcune balene a causa della caccia realizzata nell’ambito del programma scientifico del Giappone. Fin qui niente di strano. Ma, come in tutti i gialli che si rispettino, c’è sempre qualcosa che non quadra. In questo caso è il fatto che ai clienti di certi ristoranti giapponesi negli Stati Uniti e in Corea del Sud è stata servita nel piatto la carne di quelle balene. Come ci è arrivata? Evidentemente attraverso una vendita che di legale ha ben poco, svelata grazie alle indagini di “investigatori” speciali.