La particella maledetta
A quanto pare c’è
di Chiara Mancini
“La particella maledetta” (The Goddamn particle): così il bosone di Higgs era stato definito da Leon Max Lederman, proprio per la difficoltà dei fisici nell’individuarlo. Ma questa definizione, destinata a essere il titolo del libro divulgativo di Lederman sull’argomento, diventò “La particella di Dio” (The God particle) per scelta dell’editore. Oggi dal CERN di Ginevra arriva l’annuncio che quella maledetta particella di Dio è stata trovata.
L’Higgs c’è, e non solo il bosone, ma pure l’uomo dal quale la particella prende il nome. Infatti Peter Higgs, il fisico che aveva predetto l’esistenza della particella nel 1964, è seduto tra il pubblico alla conferenza iniziata stamattina alle 9.00 in una sala gremita del CERN, visibile in diretta streaming e realizzata in collegamento con la conferenza internazionale di fisica delle alte energie ICHEP, a Melbourne. Il fisico ottantatreenne si commuove e alla fine dice: “Sono contento che sia capitato nella mia vita”. Sono contenti tutti, e lo si vede dall’applauso scrosciante e dalla visibile gioia di chi c’è, di chi ha assistito, di chi ha partecipato.
Alla conferenza sono stati presentati i risultati degli esperimenti ATLAS e CMS realizzati nell’acceleratore LHC. Dalla collisione di protoni alla velocità della luce, in base ai dati raccolti, si è arrivati a dire con ragionevole certezza (5 sigma di accuratezza) che si rilevava una particella di massa 125 GeV (gigaelettronvolt) dalle caratteristiche previste per il bosone di Higgs, l’ingrediente finora mancante del Modello standard.
Il bosone di Higgs, secondo il modello, darebbe la massa a tutte le altre particelle elementari. Ma quello identificato è davvero il bosone tanto atteso? Oppure si tratta di un’altra particella? Perché potrebbe pure essere. Improbabile, ma possibile. Insomma ancora non è finita. In questi casi non è mai finita. Ma almeno a un punto fondamentale siamo arrivati e tra non molto ci si aspetta la pubblicazione del lavoro. Per il momento, complimenti a tutti i ricercatori coinvolti in questo progetto.



