Invecchiamento da sballo
Come la cocaina “sgualcisce” il cervello
di Erika Coletto
Così come si sperimenta l’impossibile per trovare l’elisir dell’eterna giovinezza, esiste un mezzo, poco gradevole, per ottenere un invecchiamento precoce. Uno studio pubblicato su “Molecular Psychiatry”, e condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge, chiarisce come la cocaina possa fungere da acceleratore d’età.

Una striscia bianca, pericolosa e "invecchiante".
Karen Ersche, neuroscienziata comportamentale, ha condotto degli esperimenti su tossicodipendenti di mezza età, dimostrando come le loro aree cerebrali siano simili a quelle delle persone anziane. Che cosa vuol dire questo? Gli anziani non sempre riescono a ricordare eventi passati. Se tiri una palla al nonno, i suoi riflessi non sono dei migliori. Conseguenze dell’età che avanza, tutto pian piano si atrofizza, è meno morbido, meno elastico. Bene, con la cocaina, a dosi frequenti, si invecchia precocemente. Dunque anche un trentenne manifesta acciacchi tipici da ottantenne.
Quelli che siamo oggi e saremo domani è frutto di ciò che succede dentro il nostro corpo: è il tempo che scandisce il ritmo di tali modifiche. Inevitabilmente. Ma appare scontato sottolineare quali possano essere gli altri effetti di questa droga letale. Sale su dal naso e non solo. Spara al cervello, ma si concede anche altro. L’intero organismo è mitragliato dalla subdola polverina. Per arrivare a queste conclusioni sono state condotte delle scansioni di risonanza magnetica su soggetti che mostravano tossicodipendenza da almeno dieci anni. Le scansioni sono state confrontate con persone di pari età che invece non avevano rapporti con la droga. Una chiara riduzione di volume dell’area temporale e della corteccia prefrontale è emersa dalle scansioni delle persone tossicodipendenti. Queste aree sono direttamente implicate nel processo di dipendenza, regolano la motivazione e il gradimento nell’assunzione delle droghe. Quando proviamo piacere nel compiere un gesto o nell’assaggiare un cibo tendiamo a compiere nuovamente quell’azione. E sono esattamente queste aree cerebrali che regolano i circuiti del gradimento. Ma l’assunzione di droghe regala un piacere temporaneo, che sgualcisce il cervello. Uno specchietto per le allodole, una trappola invitante.
Il sociologo Caryl Beynon, della John Moores University di Liverpool, in Inghilterra, a fronte di queste evidenze, pone l’interessante quesito di come possa comportarsi il cervello di soggetti non dipendenti da droga, ma facenti di questa un uso non continuo. Sarebbe intrigante seguire le eventuali variazioni cerebrali in seguito a uso di droghe in maniera intermittente, ma prolungato nel tempo.
Si ha la conferma dunque di quale effetto dannoso ha la cocaina sulla nostra macchina, ma l’invecchiamento precoce è un particolare non irrilevante. Lasciamo quindi che il tempo segua il suo corso, senza tentare di ostacolarlo in un verso o nell’altro. La cocaina è un’estasi che si paga a caro prezzo: meno anni da poter vivere e poche gioie naturali da sperimentare.
Categoria: Novae | Tags: neurofisiologia Commenti disabilitati


