Simulato il doppio arcobaleno
E’ il riflesso di gocce di pioggia chiamate burgeroid
di Nicoletta Schettini
I colori dell’arcobaleno non sono un grande mistero: la luce del Sole rimbalza sulle gocce di pioggia dividendosi nei colori dello spettro elettromagnetico. Ma per spiegare come possa essere doppio è stata necessaria una simulazione al computer.
L’arcobaleno è un fenomeno ottico e meteorologico che produce nel cielo uno spettro (quasi) continuo di luce quando la luce del Sole attraversa le gocce d’acqua rimaste in sospensione dopo un temporale, o presso una cascata o una fontana. Visivamente è un arco multicolore, rosso all’esterno e viola nella parte interna. La sequenza completa è rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. In realtà i colori dell’arcobaleno sono sei, ma si aggiunge l’indaco, che in realtà non è un colore ma una sfumatura di viola, semplicemente per arrivare al numero sette che è considerato più “solenne”. L’arcobaleno è la conseguenza della riflessione e della rifrazione della luce solare contro le pareti delle gocce. Gli arcobaleni possono essere osservati ogni qualvolta ci siano gocce d’acqua nell’aria e luce solare che brilla da dietro l’osservatore a una bassa altitudine o angolo. Si può ammirare l’arcobaleno più spettacolare quando metà del cielo risulta ancora scuro a causa delle nuvole di pioggia e l’osservatore si trova in un punto in cui il cielo è pulito. L’effetto dell’arcobaleno è comune vicino alle cascate o alle fontane. Ma che cosa succede quando si vedono due arcobaleni in una volta sola?
Un team di ricercatori della Jacobs School of Engineering dell’Università della California a San Diego è ricorso a simulazioni al computer per capire le precise condizioni necessarie per ricreare due diversi arcobaleni. Il doppio arcobaleno è causato da grosse particelle di pioggia conosciute con il nome di burgeroid, schiacciate come hamburger e perciò con una maggior superficie, grazie alla quale la luce può essere riflessa in due angolazioni differenti e frammentarsi nel cielo per formare la coppia di arcobaleni. Come risultato della seconda riflessione, i colori dell’arcobaleno secondario sono invertiti in confronto a quelli del primario, con il blu all’esterno e il rosso all’interno.
E’ possibile avvistare un terzo arcobaleno, ancora più esterno, in rare occasioni. Pochissimi osservatori hanno riportato l’avvistamento di arcobaleni quadrupli, nei quali l’arco più esterno, molto più fioco, aveva un aspetto increspato e pulsante. Questi arcobaleni appaiono nello stesso lato nel cielo in cui si trova il Sole, e perciò sono molto difficili da avvistare.
Categoria: Novae | Tags: fisica, meteorologia Commenti disabilitati
Quarantadue
Stukhtra
Techno Plaza


