Il trucco c’è e si vede

Un software svela quanto sono ritoccate le foto

di Cristina Spataro

Di essere bruttini, almeno qualche volta, l’abbiamo pensato tutti. Complice anche la nostra autostima fatta a pezzi da centinaia di copertine patinate. Alzi la mano chi guardando i corpi statuari dei modelli non si è chiesto come fanno a essere così perfetti. La risposta è molto semplice: le foto che vediamo non sono naturali. Il ritocco è dietro l’angolo, anzi dietro lo schermo di un computer. La bella notizia è che in soccorso alla nostra autostima arriva un software in grado di stabilire con esattezza il livello di alterazione dell’immagine.

I miracoli del fotoritocco. (Cortesia: Simone Bordin)

Come si legge in un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, i creatori di questo particolare software sono Eric Kee e Hany Farid, ricercatori presso il Dartmouth College a Hanover, negli Stati Uniti. L’idea è nata facendo confrontare a 390 volontari 468 coppie di foto, ognuna delle quali presentava l’immagine originale e quella ritoccata. Gli osservatori si sono successivamente espressi sul grado di alterazione della foto modificata con giudizi da 1 a 5. Kee e Farid si sono chiesti se un computer fosse in grado di compiere la stessa operazione e se fosse quindi possibile stabilire in modo obiettivo il livello di manipolazione di un’immagine.

E’ nato così un software che, analizzando aspetti geometrici e fotometrici, indica con esattezza quanto una fotografia ritoccata si differenzia dall’originale. I parametri presi in considerazione sono: il colore, il ritaglio, il viso, le gambe, la postura e le imperfezioni della pelle come rughe o acne. I ricercatori hanno confrontato i dati forniti dal computer con quelli dei 390 volontari e i risultati sono molto simili.

Le applicazioni di questo programma in una società dove la ricerca della bellezza passa attraverso i software di fotoritocco potrebbero rivoluzionare l’intero sistema pubblicitario. Se i pubblicitari fossero costretti a indicare il grado di alterazione digitale dell’immagine, probabilmente sceglierebbero foto più naturali. Un testimonial troppo ritoccato danneggerebbe infatti il prodotto. Inoltre è dimostrato che esiste una relazione tra le illusorie immagini pubblicitarie e l’aumento di patologie come l’anoressia e la bulimia, legate a un’inadeguata percezione della propria immagine. Il software potrebbe quindi essere un valido aiuto per l’autostima personale.

La bellezza a tutti i costi potrebbe avere le ore contate. La rivincita dei bruttini sembra essere iniziata.

Categoria: Novae | Tags: , 2 commenti »

2 Responses to “Il trucco c’è e si vede”

  1. Alexandre

    nel link su facebook non ci sono gli spazi dell’articolo vero, e si legge: “Un software svela quanto sono ritoccate le foto di Cristina Spataro”.

    mi son chiesto: han fatto addirittura un software solo per determinare quanto sono ritoccate le SUE foto? alla faccia!

  2. admin

    @Alexandre:
    Effetti buffi provocati dalla pubblicazione automatica su Facebook.
    M.C.

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