Archeologia da lontano
Basta sfruttare Google Earth
di Chiara Mancini
“Noi non seguiamo mappe di tesori nascosti e la X non indica mai il punto dove scavare”: così insegnava il professor Henry Walton Jones, meglio noto come Indiana Jones, ai suoi studenti di archeologia nel film Indiana Jones e l’ultima crociata. Tuttavia, come uno spezzone del film stesso rivela, ci sono casi in cui è proprio necessario scavare nel punto indicato dalla X. Il problema è: come si trova questa X? Normalmente bisogna viaggiare, spostarsi, esplorare i siti dal vivo. Eppure ora pare che si possa evitare tutto questo sbattimento affidandosi a Google Earth.
E’ proprio così che ha fatto David Kennedy, dell’Università dell’Australia Occidentale, standosene comodamente seduto sulla poltrona del suo ufficio a Perth. Utilizzando le immagini ad alta risoluzione fornite dal software, ha esplorato territori normalmente difficili da raggiungere che si trovano in Arabia Saudita e ha scoperto quasi 2.000 potenziali siti archeologici. Google Earth non è nuovo a questo tipo di esplorazione. Infatti già nel 2008 era stato utilizzato da alcuni ricercatori di Melbourne per scovare 463 potenziali siti archeologici in Afghanistan.
Kennedy ha setacciato ben 1.240 chilometri quadrati di territorio e ha confrontato le immagini ottenute con quelle di strutture simili osservate in Giordania. Sulla base di questi studi, pubblicati in un articolo sul “Journal of Archaeological Science”, l’archeologo ritiene che i siti individuati risalgano a 9.000 anni fa, ma precisa che sarebbero necessarie verifiche sul campo che confermassero le sue intuizioni. Infatti utilizzando solamente Google Earth è impossibile sapere se siamo di fronte a una struttura costruita 150 oppure 10 mila anni fa. Già un grande aiuto è stato dato a Kennedy da un amico non archeologo che, vivendo in Arabia Saudita, ha potuto visitare alcuni siti e confermare che effettivamente si trattava di resti archeologici di civiltà umane e non di ombre o vegetazione.
Ora forse per lo studioso australiano sarebbe bello, dopo averle scoperte, provare a scavare sulle tre X del numero MLXXX2 e aprire quelle 1.082 antiche tombe di pietra che pare facciano parte dei siti individuati. Per questo Google Earth, però, è probabile che non potrà essere d’aiuto.
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