Orango: campione di risparmio energetico
Riesce a far meglio anche dell’uomo. Solo il bradipo lo supera
di Cristina Bazzani
Quesito: chi consuma più energia? Un essere umano beatamente sdraiato sul divano di casa o un orango impegnato a saltare da un ramo all’altro alla ricerca di cibo? La soluzione parrebbe scontata e invece sorprendentemente non è il primate, bensì il pigrone umano. Questo è il risultato di uno studio comparato che Herman Pontzer, della Washington University a Saint Louis, negli Stati Uniti, e i suoi colleghi hanno condotto calcolando il dispendio energetico, in rapporto alla massa corporea, in diverse specie animali. La scimmia antropomorfa risulta avere i valori più bassi rispetto a tutti gli altri mammiferi, uomo compreso. Solo il lentissimo bradipo la supera.
Sebbene gli oranghi non abbiano una vita che si possa definire frenetica, devono comunque affrontare molti chilometri al giorno alla ricerca dei frutti dei quali si nutrono. Per farlo coprono vaste aree di foresta pluviale: un ambiente soggetto a fluttuazioni imprevedibili che rendono altamente instabile la disponibilità delle risorse. Ed è verosimilmente in funzione di questo problema che l’uomo della foresta (traduzione letterale della parola indonesiana Orang-Utan) ha adattato il suo metabolismo basale. Risparmiare energia, infatti, gli permette di sopravvivere anche nei periodi di magra.
Una parte degli studi, pubblicati sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”, è stata condotta in un centro recupero di primati del Great Ape Trust. Qui agli oranghi in cattività è stato fatto bere un liquido del tutto simile all’acqua, ma contenente atomi di idrogeno e di ossigeno più pesanti e quindi facilmente rintracciabili nelle urine. Con questo sistema è stato possibile calcolare l’energia spesa dagli animali. Il risultato è stato sorprendente: gli oranghi spendono il 30 per cento in meno di quello che ci si sarebbe aspettato per un animale dalla massa corporea così poderosa (un maschio adulto può infatti superare i 100 chili).
Questo è un fine adattamento evolutivo che ha consentito all’affascinante specie di sopravvivere nelle impenetrabili foreste del Borneo e di Sumatra. Gli oranghi rischiano però seriamente l’estinzione se l’uomo non saprà porre limiti allo sfruttamento di questo delicato sistema ecologico. Che evidentemente non ha ancora svelato tutti i suoi segreti.



