Le riserve salvano l’economia dei vicini

Si sta meglio se si vive nei paraggi

di Alessia Pavone

Realizziamo parchi nazionali e riserve per proteggere animali e piante, ma che ne è delle persone che vivono nei dintorni? Spesso le aree protette limitano la caccia e l’agricoltura e questo potrebbe ridurre il reddito degli abitanti dei villaggi circostanti. D’altro canto si creano nuovi impieghi come guardiani o guide turistiche. Ma allora parchi e riserve agevolano o no la vita dei vicini?

Il cratere del Vulcano Poás del Poás Volcano National Park sulla costa pacifica della Costa Rica. (Cortesia: P. Andersen)

Alcuni studi riportano prove aneddotiche del peggioramento della povertà degli abitanti dei luoghi circostanti i parchi. Però non sono stati considerati potenziali fattori fuorvianti, spiega Paolo Ferraro, economista della Georgia State University ad Atlanta, negli Stati Uniti. Inoltre aggiunge che spesso i parchi sono insediati in zone remote dove la povertà è già di per sé un problema.

Per chiarire la questione, Ferraro e il suo gruppo di ricerca hanno condotto uno studio. Si sono rivolti a Thailandia e Costa Rica chiedendo dati a lungo termine sulle attività familiari e altri indicatori di povertà. Semplicemente confrontando le comunità limitrofe con quelle più distanti dai parchi, i ricercatori hanno rilevato una maggiore povertà nelle prime. Ma uno sguardo più approfondito e la considerazione di quei fattori che gli studi passati avevano trascurato hanno evidenziato che i vicini stanno meglio economicamente rispetto alle persone che non hanno i parchi nei paraggi. Infatti, per quanto riguarda la Thailandia, il paragone tra comunità con attività agricole fra loro analoghe ha rilevato una povertà minore del 30 per cento nella popolazione circostante le aree protette. “Siamo stati sorpresi dalla solidità dei risultati” afferma Ferraro entusiasta.

Le analisi sono descritte on line sui “Proceedings of the National Academy of Science”, dove sono peraltro precisate alcune osservazioni interessanti. Anzitutto lo studio ha analizzato i tassi di povertà media in tutta la comunità, per cui alcune famiglie nei pressi di un parco potrebbero non aver giovato di un miglioramento economico. In secondo luogo i risultati in questione sono da considerarsi non applicabili ad altri Paesi in via di sviluppo, ma propri di Thailandia e Costa Rica, i quali hanno avuto governi stabili che hanno investito in ecoturismo e parchi.

William Adams, geografo presso l’Università di Cambridge, in Inghilterra, mette in discussione lo studio di Ferraro sostenendo che sia improbabile stabilire l’impatto dei parchi sull’economia degli abitanti. Alcuni infatti la possono migliorare, ma altri peggiorare. Ma l’economista si difende: “Scovare i benefici che i parchi apportano agli abitanti limitrofi è fondamentale per ottimizzare l’efficacia della politica ambientale. E i miei ricercatori ci stanno lavorando”.

Categoria: Novae | Tags: Commenti disabilitati

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