aprile 29th, 2011 — 3:00am
Come teneva il collo il brontosauro?
di Giulia Lucconi
Corpo imponente, molto imponente. Ma soprattutto collo lungo, molto lungo. Il suo vero nome è Apatosaurus ed è il cugino minore del Brachiosaurus: signore e signori, ecco a voi il brontosauro. Questo gigantesco animale viveva sul nostro pianeta tra 230 e 65 milioni di anni fa, nell’Era Mesozoica. Grazie alle sue straordinarie dimensioni non veniva cacciato dagli altri dinosauri e il suo stomaco era adeguato a digerire l’enorme quantità di cibo che ingurgitava.

Troppa fatica sollevare la testa. Ma forse facendo contrappeso con la coda...
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aprile 27th, 2011 — 3:00am
Minuscole ossa in un lungo viaggio evolutivo
di Aristotele Karytinos
Lo sapevi che nell’orecchio si trovano le più piccole ossa del nostro corpo? Si chiamano martello, incudine e staffa in virtù della loro forma particolare e trasmettono le vibrazioni del timpano, che a sua volta è supportato da un altro ossicino detto anello ectotimpanico. Nell’insieme, queste ossa costituiscono un meraviglioso meccanismo con un ruolo molto specifico. Eppure non sono sempre state lì dove sono ora. Se non ci credi, un nostro piccolo antenato ha fatto capolino dal passato per mostrarci come sono andate davvero le cose.

Del Liaoconodon hui ci restano ormai solo i fossili, eppure può ancora raccontarci molte cose. (Cortesia: Nature)
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aprile 25th, 2011 — 3:00am
Dai pidocchi la storia dei mammiferi
di Giulia Melchiorre
Pidocchi: incubo infantile. Animali fastidiosi quasi quanto le zanzare. E, come loro, in apparenza inutili. Questi sono i nostri primi pensieri, è innegabile. Ma siamo tutti in errore: anche i pidocchi hanno i loro lati interessanti. Perfino se considerati solo dal nostro ristretto punto di vista.

Tanti ospiti diversi, tanti pidocchi differenti.
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aprile 21st, 2011 — 3:00am
Una “piaga” nascosta nei meandri delle arterie
di Chiara Mancini
Sicuri che le piaghe d’Egitto fossero solo dieci? Forse, oltre alle zanzare, alle rane e alle cavallette, un’altra piaga si abbatteva sulla popolazione, annidandosi nelle cavità delle arterie: l’aterosclerosi. La malattia induce le arterie a indurirsi e a ispessirsi, portando a una condizione alquanto pericolosa, dato che può essere il preludio di un infarto e di altre patologie cardiovascolari. Le cause? Sono molte, ma non sembrano appartenere all’antico popolo abitante lungo le rive del Nilo.

Una mummia egizia al British Museum. (Cortesia: British Museum)
Prendiamo il fumo, per esempio. E’ uno dei fattori che aumentano il rischio di aterosclerosi. Gli antichi Egizi, però, non fumavano tabacco. Un altro fattore è la sedentarietà. Forse che queste persone erano sedentarie? Macché: non c’erano automobili e bisognava muoversi a piedi molto più di quanto si faccia oggi. Può essere la dieta, allora? Di certo gli antichi Egizi erano esperti di piramidi, ma forse non conoscevano quella alimentare. Tuttavia pare che non mangiassero frequentemente cibi così tanto intrisi di grasso. Eppure un gruppo di lavoro coordinato dai cardiologi Adel Allam, della Al Azhar Medical School del Cairo, e Gregory Thomas, dell’Università della California a Irvine, ha individuato problemi alle arterie di alcune mummie. Bisogna tener presente che solo gli individui che ricoprivano ruoli importanti erano mummificati e dunque i risultati ottenuti si riferiscono alle classi alte, all’élite della società. Ben 44 campioni dei 52 analizzati mostravano in modo evidente tessuti cardiovascolari e il 45 per cento di questi possedeva arterie ispessite e indurite.
Se i fattori di rischio comunemente riconosciuti per la malattia non hanno influito particolarmente, è probabile che ce ne fossero altri per giustificare una simile percentuale di aterosclerosi. I ricercatori, che nei giorni scorsi hanno presentato i risultati al congresso dell’American College of Cardiology a New Orleans, pensano che uno di questi potrebbe essere un’esposizione alle infezioni batteriche e alle malattie infettive. Le malattie causate da parassiti, come la malaria o la schistosomiasi, erano diffuse nella valle del Nilo e gli antichi Egizi avevano pochi mezzi per trattarle. Così le infezioni potrebbero aver accentuato la risposta infiammatoria che ha aiutato a rimuovere gli agenti infettivi e a promuovere una pronta guarigione, ma ha pure fatto pagare agli individui più vecchi un caro prezzo. Infatti alti livelli di risposta infiammatoria potrebbero aver contribuito allo sviluppo dell’aterosclerosi.
Ora il gruppo di ricerca vuole mettersi all’opera per provare la propria ipotesi. Siccome i segnali dell’infiammazione potrebbero essere assenti in tessuti così antichi e secchi, i ricercatori cercheranno prove indirette esaminando le mummie con la tecnica della tomografia computerizzata, concentrandosi sulla diffusione delle infezioni croniche.
Chissà che gli antichi Egizi ci riservino sorprese sulle cause dell’aterosclerosi: una malattia per loro ma anche per noi, dato che lo stile di vita sedentario e le abitudini alimentari del mondo occidentale moderno la rendono una piaga ancora attuale.
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aprile 20th, 2011 — 4:43pm
Fra cicaline e malattie dei vigneti, la vita e le avventure di una giovane entomologa italiana in Ticino
di Marco Cagnotti
Quest’intervista è disponibile in versione
ridotta anche nel podcast di Quarantadue
Le guardi e le trovi deliziose. Insomma, come può essere delizioso un insetto. Però sì, in effetti le cicaline sono graziose, dai. E innocue. O no? Diamine, no. Proprio no. Velenose? Macché: non sono pericolose per l’uomo. Anzi, sì, ma solo per una categoria ben precisa di esseri umani: i viticoltori. Perché alcune cicaline sono devastanti per i vigneti, configurandosi come vettori del parassita che provoca la flavescenza dorata. Sei un viticoltore e la tua vigna è stata colpita dalla flavescenza? E’ una tragedia: rischi di dover estirpare tutto. Eeehhh… brutta, bruttissima storia.
A studiare le cicaline in Ticino c’è una giovane entomologa, Valeria Trivellone. Ma non si occupa solo di cicaline. Noi abbiamo incontrato Valeria e ci siamo fatti raccontare le sue (non poche) passioni.

Cicalina a Camorino. Sembra così innocua... (Cortesia: V. Trivellone)
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aprile 20th, 2011 — 3:00am
In un uovo deposto 110 milioni di anni fa
di Roberto Insolia
La testa piccola, il collo allungato, la coda ancora più lunga e un corpo da 100 tonnellate in 40 metri di lunghezza: questi sono i sauropodi, il gruppo di dinosauri che forse più di tutti si avvicina all’idea che ognuno di noi ha di questi antichi vertebrati terrestri, estinti circa 65 milioni di anni fa. Immaginiamo ora questo colosso dentro un uovo, deposto circa 110 milioni di anni fa nelle vicinanze dell’attuale deserto del Gobi, in Mongolia. Sì, perché il paleontologo Gerald Grellet-Tinner, del Field Museum di Chicago, ha identificato l’embrione completo di un sauropode, come descritto nell’articolo appena pubblicato su “Gondwana Research”.

Sauropodi del genere Alamosaurus. (Cortesia: DiBgd)
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aprile 15th, 2011 — 3:00am
Guerra fra streptococchi
di Aristotele Karytinos
Dopo cena sei adagiato sulla tua poltrona, fissando pigramente la televisione, quando uno spot colpisce la tua attenzione: “Da oggi, con il nostro nuovo dentifricio allo streptococco, denti ancora più sani e smaglianti!”, dice una voce fuori campo, mentre l’immancabile fanciulla sorridente mostra il prodotto e il suo risultato. “Che cosa?”, esclami con aria disgustata. “Un dentifricio con i batteri dentro? Che schifo!”. Eppure, dopo la scoperta di Ayako Ogawa e dei suoi colleghi dell’Università di Tokyo, una pubblicità simile non sembra più così improbabile.

Il nostro sgradito ospite, Streptococcus mutans.
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aprile 11th, 2011 — 3:00am
Sospetti mentalici, impressioni e curiosità sullo spettacolo di Francesco Tesei
di Chiara Mancini
Lo confesso: ci avevo pensato. E per un attimo mi ero anche detta che sarebbe stato possibile farlo. Che cosa? Intrufolarmi di nascosto al Teatro Derby di Milano nel pomeriggio di giovedì 10 febbraio, giorno dello spettacolo “Mind Juggler”. Mica perché non volevo pagare il biglietto, eh! Ché quello l’avevo prenotato e acquistato già da tempo per accaparrarmi il posto migliore. Lo scopo era piuttosto riuscire a carpire i segreti che circondano le sorprendenti esibizioni di Francesco Tesei assistendo, non vista, alla preparazione dello spettacolo. Poi, però, a parte il fatto che sarebbe stato illegale, ho pure pensato che sarebbe stato ben poco onesto e dunque non avrei mai potuto farlo. Detto tra noi, avevo anche paura che, se Francesco mi avesse sorpresa, mi avrebbe incenerita con la sua arte magica. E quindi mi sono rassegnata a entrare come tutti gli altri spettatori alle 20.45 e ad accomodarmi sulle poltrone in trepidante attesa dell’inizio.

(Cortesia: M. Montanari)
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aprile 7th, 2011 — 3:00am
Attraverso l’Europa per 600 mila anni
di Roberto Insolia
Anche quest’anno stiamo uscendo dall’inverno. Proviamo a pensare in quali occasioni, durante questi mesi freddi, abbiamo usato il fuoco. Probabilmente per cucinare, se possediamo una cucina a gas. Magari anche per scaldarci, se in casa abbiamo un camino… ma siamo sinceri: non eravamo all’addiaccio e volevamo solo allietare una buona lettura. Non sarebbe mai stata una questione di vita o di morte, anche se avessimo dovuto trascorrere un inverno da provetti scout.
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aprile 1st, 2011 — 3:00am
Ritrovare il buonumore e la tristezza nei messaggi
di Giulia Lucconi
“Stasera ti va di andare al cinema?”
“Non proprio.”
“Una pizza?”
“Magari un’altra volta. Sai però cosa mi andrebbe?”
“Cosa?”
“Twittiamo!”
Certo, se qualcuno ti risponde così, pensi che abbia qualche rotella fuori posto. Invece no: ti sta semplicemente dimostrando quanto si sente felice. E anche tu lo sei, altrimenti non ti avrebbe proposto di twittare.
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