Archive for giugno 2010


Mordere ossa di dinosauro

giugno 29th, 2010 — 3:00am

Erano un integratore alimentare per i primi mammiferi

di Chiara Mancini

“Crunch, crunch!”: il piccolo mammifero continuava a sgranocchiare. Facile, ora che il proprietario dell’osso era bello che morto e di lui era rimasto solo lo scheletro. Ma facciamo un passo indietro. O meglio in avanti, dato che passiamo dal tardo Cretaceo ai giorni nostri, nel momento in cui Nicholas Longrich, della Yale University, e Michael J. Ryan, del Cleveland Museum of Natural History, si sono imbattuti per caso in qualcosa di molto particolare.

Un particolare del morso sull'osso. (Cortesia: N. Longrich/Yale University)

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La scarpa più antica

giugno 24th, 2010 — 3:00am

Rinvenuta in Armenia, risale al 3500 a.C.

di Chiara Mancini

Per arrivare all’età moderna la strada era ancora lunga e tortuosa. Servivano proprio delle scarpe. E 5.500 anni fa in Armenia qualcuno le aveva: belle, calde e su misura. Un po’ di pelle di mucca, erba, lacci e… voilà, pronti per incamminarsi.

I resti della scarpa del 3500 a.C. (Cortesia: R. Pinhasi/B. Gasparian/G. Areshian/D. Zardaryan/A. Smith et al.)

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Registrare tutto

giugno 23rd, 2010 — 8:00am

Non sta a noi stabilire il torto e la ragione. Certo questo poliziotto di Seattle sembra parecchio imbranato e, francamente, quel cazzotto in faccia a una ragazzina era quanto meno eccessivo. D’altronde anche le due fanciulle, se davvero si stavano dedicando al jaywalking, tanto furbe non devono essere. Com’è, come non è, i fatti e le colpe li stabilirà il giudice. A noi però di questo filmato interessa un altro elemento: gli spettatori.

Che cosa fanno gli spettatori? Ci aspetteremmo un intervento, un’azione fisica. In fin dei conti il poliziotto ha dalla sua l’autorevolezza della divisa, ma è solo. Ai ragazzoni presenti ci vorrebbe poco per sopraffarlo. E magari dieci anni fa sarebbe andata proprio così. Invece no: gli spettatori filmano. Quasi tutti, col telefonino o le videocamere portatili, riprendono i fatti. Perché?

Semplice: per documentare. A chiunque di noi sarebbe venuto in mente: “Non posso fare niente. Non posso mettermi contro l’autorità del braccio armato della legge. Non posso aiutare queste ragazzine. Però posso registrare e diffondere ogni parola, ogni grido, ogni inquadratura di questi fatti”.

Poi qualcuno dice che Internet è pericolosa. Per l’arroganza del potere, senza dubbio.

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Non sei immorale: sei coglione

giugno 22nd, 2010 — 5:45pm

La crisi economica vista con gli occhi di un fisico

di Marco Cagnotti

Devi crescere. Devi aumentare il fatturato. Devi attirare più turisti. Devi vendere più prodotti. Quest’anno devi guadagnare più dell’anno scorso, e l’anno prossimo più di questo.

Continua… (Stukhtra)

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La tupaia e il suo W.C. – il Vespasiano della Jungla

giugno 22nd, 2010 — 5:35pm

di Tupaia

No, non si tratta dell’ultima tornata di dettagli scabrosi sulla vita privata di chi scrive questo blog. Il mio animale-totem però non manca mai di stupirmi per l’unicità di alcuni suoi adattamenti e vale davvero la pena di descriverli.

La tupaia in questione (per chi non sapesse cosa è una tupaia è scritto qui) appartiene alla specie Tupaia montana e  vive in Borneo in simbiosi con alcune specie di pianta carnivora del genere Nepenthes nelle foreste pluviali di alta quota delle montagne dell’isola. Per la precisione, l’educata bestiolina usa le piante carnivore come un W.C. per deporvi gli escrementi, con grande delizia della pianta che ne ricava azoto e altri minerali pregiati.

Occupato! Tupaia montana su Nepenthes lowii Foto (C) Ms Chin Lijin

Continua… (L’orologiaio miope)

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“Sì, il clima sta davvero mutando”

giugno 22nd, 2010 — 5:28pm

Lo afferma Marco Gaia, di MeteoSvizzera

di Marco Cagnotti

“Signora mia, non ci sono più le mezze stagioni. Dove andremo a finire?”. Già, dove andremo a finire? E come siamo arrivati fin qui? Il tempo atmosferico è da sempre l’argomento perfetto per attaccar bottone con gli sconosciuti. Ché tanto interessa a tutti: a chi deve programmare la grigliata di domani e a chi invece si preoccupa delle prossime nevicate perché vuole sciare a tutti i costi. Ma la singola stagione, anzi il singolo anno dice poco. Interessante è lo studio del trend climatico globale, piuttosto. E quello lo vedi sull’arco dei decenni e su scala planetaria. Un tema caldo (giusto per usare una metafora abusata ma pertinente), anzi rovente nel dibattito politico. Perché la maggior parte della comunità scientifica dei climatologi è concorde nel ritenere che il clima sta andando verso un riscaldamento globale, che la responsabilità è delle attività umane e infine che andrà sempre peggio se noi proseguiamo così. Politici, imprenditori, economisti e giornalisti tuttologi dissentono. E tu sei lì e ti chiedi chi abbia ragione. Ce lo siamo chiesto anche noi. Sicché abbiamo sottoposto il quesito a un esperto: Marco Gaia, responsabile della sede regionale di MeteoSvizzera sul versante sudalpino.

Continua… (Stukhtra)

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Da Porza al Sudafrica, in cerca di primati…

giugno 22nd, 2010 — 5:19pm

…intesi come scimmie, non quelli del Guinness

di Marco Cagnotti

In Ticino non ci sono scimmie allo stato selvatico. Neanche una. Nemmeno piccolina. Non uno scimpanzé, un macaco, un babbuino, uno uistitì. Niente di niente. Accade però che a una giovane ticinese salti il ghiribizzo di studiare proprio le scimmie, vedi un po’. Sicché da Porza finisce prima in Thailandia e poi in Sudafrica, fra bracconieri e animali maltrattati. Poi Damiana Ravasi torna e ci racconta la sua storia, i suoi progetti, le sue speranze.

In simpatica compagnia. (Cortesia: D. Ravasi)

Damiana, dove sei nata, dove sei cresciuta, dove hai studiato?

Sono nata e cresciuta a Porza e gli studi fino alla maturità li ho fatti al Liceo di Lugano 2, che era ancora a Canobbio.

E poi?

Poi sono andata a studiare biologia a Losanna per i primi due anni e a Neuchâtel per gli ultimi due.

Perché questo trasferimento?

Perché a Losanna non c’era ancora un corso di etologia.

Che sarebbe?

La scienza che studia il comportamento degli animali. Quel corso a Losanna l’hanno introdotto l’anno dopo la mia partenza. Quando poi ho finito a Neuchâtel, sono partita per un’esperienza di volontariato in Thailandia.

Lunga?

Sarei dovuta fermarmi due mesi. Ci sono rimasta due anni.

Come mai?

Mi piaceva molto quello che facevo. E poi era utile.

Un’attività sociale?

Sì, perché in Thailandia i primati sono tenuti come animali domestici. Dal 1992 è illegale, ma c’è chi lo fa ancora. Succede anche in Africa, dove per esempio i babbuini sono tenuti come animali domestici finché sono piccoli e poi fanno una brutta fine perché diventano pericolosi. Ma lì il problema è soprattutto la caccia agli animali come fonte di cibo. In Thailandia, invece, le scimmie sono sfruttate come attrazioni, per scattare foto con i turisti. Le espongono nei bar, le fanno ubriacare, le drogano, le maltrattano, le tengono in condizioni terribili.

Che orrore! E tu che cosa facevi?

Io partecipavo a un progetto di aiuto a questi animali. C’era un santuario, dove i gibboni venivano protetti e seguiti, anche fatti accoppiare per formare delle famiglie. In qualche raro caso si riusciva a rilasciarli nella foresta, ma era un processo lungo e delicato. E io seguivo proprio gli esemplari di gibboni ridiventati liberi.

Gibboni reintrodotti, di vedetta. (Cortesia: D. Ravasi)

Ci hai detto che si trattava di volontariato. Ma come riuscivi a mantenerti?

Beh, in Thailandia la vita costa poco. Ogni tanto tornavo a casa, lavoravo qualche mese, risparmiavo un po’ e poi tornavo là.

Dalla Thailandia a…

…al Sudafrica, quasi subito. Lì sono stata per un po’ assistente di ricerca e poi ho svolto il mio dottorato a Città del Capo occupandomi di babbuini. Per la precisione, dell’influenza umana sulle dinamiche fra i babbuini e i loro parassiti, in funzione della conservazione della specie. E sono rimasta in Sudafrica per quattro anni.

Frequentatori abituali delle strade sudafricane. (Cortesia: D. Ravasi)

E adesso?

Adesso sto cercando di rimanere nell’ambiente della conservazione dei primati. Però con molta fatica, perché mancano i finanziamenti. Per la verità avrei già un incarico come post doc in Canada, ma mancano i fondi.

In Canada? Ma in Canada non ci sono scimmie!

Però c’è un importante specialista nel settore della ricerca sulle scimmie, che da almeno 15 anni svolge studi sul campo in Uganda.

Un passo indietro, adesso, sul tuo passato. A scuola eri secchiona o fancazzista?

Ero abbastanza studiosa, anche perché non avevo una gran memoria. Chi può contare sulla propria memoria può anche studiare due giorni prima delle prove. Io invece dovevo studiare con molto anticipo. Comunque i miei compagni non mi consideravano una secchiona. Alla fine sono uscita dal Liceo abbastanza bene… nella media… insomma… normale.

Seee… e poi si scopre che avevi il massimo dei voti!

Per la verità ero sempre amica di quelle che avevano il massimo dei voti.

Poi biologia. Perché? Un professore, un’esperienza determinante, un ricordo infantile?

Fin da piccola avevo deciso di studiare qualcosa che avesse a che fare con gli animali. All’inizio avevo pensato di occuparmi di dinosauri.

Che però come animali sono… come dire?… un po’ defunti.

Già. Così ero passata alla veterinaria. Alla fine sono arrivata all’etologia e all’ecologia.

Eri una di quelle bambine che riempiono la casa di cani, gatti, pesci, uccelli, facendo disperare i genitori?

Anche miei genitori sono sempre stati amanti degli animali. E mi hanno trasmesso questa passione, insieme all’amore e al rispetto per la natura. E sì, avevamo in casa cani, gatti, pesci e anche una tartaruga. Che è l’unica sopravvissuta: c’era prima di me ed è ancora lì.

Le tartarughe, si sa, sono longeve. Non stupisce che ti abbia accompagnata. Sarebbe stato inquietante se fosse stato un gatto. Ma torniamo ai tuoi studi: è stata dura all’università?

Sì, ho trascorso le estati studiando. Anche perché, devo ammetterlo, durante l’anno accademico mi godevo la vita da studente. Perciò poi, durante i mesi estivi, dovevo recuperare. Te l’ho detto: non ho una gran memoria…

E ora sei qui. Lo rifaresti? Gli stessi studi, le stesse esperienze all’estero…

Sì, lo rifarei. Diverso, però.

In che senso?

Rifarei gli stessi studi ma in modo più strutturato. Finché frequenti l’università hai un percorso abbastanza determinato. Ma dopo, mi sono accorta, avrei dovuto fare scelte migliori per il mio curriculum. Certo, due anni di lavoro in Thailandia fanno colpo nel curriculum, ma lo fanno ancora di più se puoi accompagnare quell’esperienza con la pubblicazione di dieci articoli. Insomma, avrei dovuto coltivare meglio i contatti sociali.

Ne valeva la pena? E lo consiglieresti ad altri?

Certo, ne valeva la pena. E certo, lo consiglierei. Naturalmente consiglierei anche di strutturare bene i propri studi. Ma lo consiglierei sicuramente. Anche perché adesso c’è molto bisogno di persone che lavorino nell’ambito della conservazione.

Davvero? Prima dicevi che mancano i finanziamenti…

Infatti, ed è una grossa contraddizione. C’è un declino nelle specie ma c’è un declino anche nei fondi stanziati per proteggerle. Magari fra qualche anno si accorgeranno dell’errore.

Forse però sarà troppo tardi. Nell’attesa, a chi consiglieresti una carriera come la tua?

A chiunque nutra una grande passione per il proprio lavoro.

Damiana, anch’io nutro una grande passione per il mio lavoro. Ma io sono una pantegana di biblioteca e neanche mi sfiora l’idea di andare nelle foreste a occuparmi di gibboni e babbuini. Quindi quali caratteristiche sono importanti per chi voglia seguire le tue orme?

L’indipendenza, soprattutto. Molto spesso mi è capitato di ritrovarmi per intere giornate da sola nella foresta. Se in quelle situazioni non sai stare bene con te stesso, non ce la fai.

Hai mai avuto paura? Hai corso qualche pericolo?

In Thailandia, una volta, mi sono persa nella foresta e, mentre cercavo il sentiero per rientrare, ho visto un cobra neanche troppo lontano. E ho sentito voci umane, forse di bracconieri. Non penso che la mia vita sia stata in pericolo, ma in effetti in qualche occasione mi sono trovata in situazioni spiacevoli, perché anche in un paese come la Thailandia si possono fare brutti incontri.

La tua vita privata, i tuoi affetti, i tuoi hobby hanno mai sofferto per le conseguenze delle tue scelte professionali? Insomma, con tutti questi viaggi… Che ne so… una relazione sentimentale alla quale hai rinunciato per partire…

No, non fino a questo punto. Però talvolta mi pesa restare lontana dalla mia famiglia. Fino a qualche anno fa meno. Ma adesso la famiglia si è allargata, sono arrivati dei nipotini, e un po’ mi dispiace non poterli vedere per lunghi periodi.

Sembri molto radicata in Ticino.

Lo sono.

Una strana contraddizione per una persona che invece ha scelto di viaggiare a lungo e lontano per i propri studi, non trovi?

Lo so bene. Spesso è difficile, infatti.

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Dove andrà a finire?

giugno 21st, 2010 — 1:48pm

Lontano lontano. Praticamente in Canada. Quasi qui

Gli scienziati del National Center for Atmospheric Research (NCAR) hanno sviluppato alcune simulazioni della diffusione del petrolio fuori dal Golfo del Messico. Ci tengono a precisare che non sono previsioni precise, ma solo indicazioni di massima utili per prepararsi.

Il risultato è spaventoso: nel giro di quattro mesi il petrolio andrà ad appestare tutta la costa orientale degli Stati Uniti e si spingerà in profondità nell’Atlantico, con un’inquietante propaggine diretta verso l’Europa. Tutto ciò, beninteso, nell’ipotesi che il flusso si arresti prima del 20 giugno. Se proseguisse anche dopo (e puoi giurarci che proseguirà) la situazione sarebbe ancora peggiore.

Per darci modo di godere dello spettacolo, Gizmodo ha realizzato un simpatica ricostruzione della Terra dallo spazio.

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Solstizio d’estate, la bufala di Stonehenge

giugno 21st, 2010 — 11:17am

Stonehenge, occhio a non correre con la fantasia: le pietre sono state riposizionate

di Paolo Attivissimo

Oggi è il solstizio d’estate, e come sempre in quest’occasione si parla di Stonehenge, il monumento megalitico situato nel sud dell’Inghilterra che è meta di pellegrinaggi di vario genere. C’è chi ci va per ammirare l’ingegno dell’uomo di cinquemila anni fa, capace di muovere macigni di decine di tonnellate per lasciare un segno della propria esistenza, e c’è chi ci va per seguire varie credenze mistiche, incentrate solitamente su presunti allineamenti incredibilmente precisi delle pietre che testimonierebbero interventi soprannaturali o extraterrestri o conoscenze straordinarie dimenticate.

Continua… (Il Disinformatico)

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Un temporale nella testa

giugno 21st, 2010 — 3:00am

Vedete palle di luce? Forse è un’allucinazione

di Anna D’Errico

Potrebbero essere un segno. Appaiono in modo inaspettato e destabilizzante come sfere luminose, energia in movimento. Vorranno pur dire qualcosa, no? Certo, che i nostri neuroni sono sensibili ai campi elettromagnetici e in determinate condizioni ambientali producono meravigliose allucinazioni. Questo è quanto ci riferiscono gli ultimi studi pubblicati su “Physics Letters A” da Josef Peer e Alexander Kendl, dell‘Università di Innsbruck, in Austria, a proposito dei fulmini globulari. Si tratta di un curioso fenomeno fisico e, come suggeriscono i recenti esperimenti, almeno in alcuni casi neurobiologico. Come, nulla di paranormale? No, la natura sa già il fatto suo a proposito di cose stupefacenti e questo è l’ennesimo esempio. La cosa più divertente è che UFO ed extraterrestri stavolta proprio non c’entrano: responsabile è semmai la nostra corteccia visiva.

Un fulmine globulare artificiale prodotto in laboratorio.

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Auto elettriche boicottate?

giugno 20th, 2010 — 4:00am

Il PowerPoint sulle auto elettriche boicottate da petrolieri e banchieri

di Paolo Attivissimo

Sta circolando una presentazione Powerpoint in italiano, tradotta dallo spagnolo, che sostiene che sono già state realizzate auto elettriche e a idrogeno che risolverebbero il problema dell’inquinamento ma sono state sistematicamente distrutte in massa e boicottate dalle “‘lobbies delle grandi compagnie petrolifere”.

Ci sarebbero addirittura modelli di auto che funzionano “col vapore acqueo”, e viene tirato in ballo anche Nikola Tesla, un vero e proprio jolly onnipresente nelle teorie pseudoscientifiche, dicendo che “più di 100 anni fa… trovò il modo di far muovere un motore (o una turbina ecc.) con l’ “Energia libera” che non usa né acqua né idrogeno come fonte d’impulsi ma solamente dei magneti” e che “con uno di questi motori magnetici si potrebbe muovere un’auto dalla Patagonia fino all’Alaska, senza utilizzare una goccia di combustibile!”. Scusate se è poco.

Continua… (Il Disinformatico)

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Clima, babbuini e tupaie

giugno 19th, 2010 — 12:00pm

Quarantadue parla del tempo che fa e del tempo che farà. E cerca di capire perché

di Marco Cagnotti

E’ in arrivo la terza puntata della versione radiofonica di Quarantadue, in onda martedì 22 giugno alle 17 e 15 su Rete Tre.

Stavolta il tema centrale è di quelli capaci di spaccare la società. Già, perché non tutti gli argomenti scientifici sono lontani dall’esperienza quotidiana. I buchi neri nei nuclei delle galassie, in fondo, interessano a pochi. Ma prova un po’ a parlare di Organismi Geneticamente Modificati o di cellule staminali o di mutamenti climatici: subito scatta la reazione, in un senso o nell’altro. Il clima, appunto: c’è chi si prepara a sollevamenti oceanici degni di una catastrofe biblica e chi invece accusa tutti i climatologi, senza distinzione, di essere degli allarmisti e magari perfino dei comunisti. Dove sta la verità? Come sempre quando si tratta di questioni scientifiche, non c’è una Verità, ma una piccola, modesta verità fatta di tanta fatica, tante misure, molta razionalità e un sano spirito critico. Come si può sostenere che non vale niente? Non sarà tanto, ma è l’unica che abbiamo. Per capirne un po’ di più ci siamo rivolti non a un economista ticinese trapiantato a Zurigo ma a un serio, documentato specialista del clima: Marco Gaia, responsabile della sede regionale di MeteoSvizzera sul versante sudalpino.

Parleremo poi di animali. Scimmie, per la precisione. Per la rubrica “Topi di laboratorio” siamo andati a farci raccontare le esperienze di una giovane ticinese reduce da due anni in Thailandia e quattro in Sudafrica, prima a inseguire gibboni e poi a occuparsi di babbuini. Come? Perché? E poi?

Da ultimo, Tupaia (l’etologa) ci parlerà della tupaia (l’animale) nella sua rubrica “L’orologiaio miope”, omonima del blog. Scopriremo come la tupaia (l’animale) fa la cacca. Per la gioia di una pianta carnivora.

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C’è pace fra i Faraoni

giugno 19th, 2010 — 7:36am

Le loro dinastie sono state datate con precisione

di Marco Cagnotti

La storia dell’antico Egitto è conosciuta piuttosto bene: non mancano infatti i documenti scritti né i manufatti archeologici da studiare. Grazie all’enorme messe di dati raccolti, è stato possibile costruire una cronologia delle dinastie dei Faraoni: prima questo, dopo quello, poi quell’altro ancora. Ma è una cronologia relativa: si sa chi veniva prima e chi dopo, ma non si sa esattamente quando questo accadeva. Non ci sono insomma date precise e sicure alle quali ancorarsi. Ci si può avvicinare alla datazione assoluta grazie ai riferimenti ad alcuni fenomeni astronomici, per i quali oggi si può risalire, se non al momento esatto, almeno a un intervallo di tempo non troppo ampio. Ma finora l’errore era di uno o due secoli: ancora troppo per le ambizioni degli archeologi. Adesso però un team internazionale guidato da un fisico inglese ha spinto oltre la precisione grazie al metodo del radiocarbonio.

La piramide di Zoser, nella necropoli di Saqqara, risalente all'inizio dell'Antico Regno.

Continua… (Corriere del Ticino)

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Canta che impari

giugno 18th, 2010 — 10:00am

di Ninù

Uno dei lati stimolanti dell’insegnamento è che rappresenta sempre una sfida. E’ un banco di prova anche per le proprie conoscenze, permette di capire se ci sono entrate dentro abbastanza bene da poterle limare, adattare al nostro modo di ragionare e trasmetterle agli altri. Rendere semplici e comprensibili cose altrimenti astruse e complicate. Mica poco. E cosa ancora più difficile è trasmettere un metodo di studio. Pardon, correggo: trasmettere il concetto che non c’è un metodo giusto e uno sbagliato, ma che ognuno attingendo alla propria personalità e, perché no, con un pizzico di creatività può sviluppare e cucirsi addosso un proprio metodo efficace. Mettere il discente nella condizione di sentirsi libero di sperimentare e sicuro che troverà poi non stroncature, ma critica e discussione, dovrebbe costituire uno dei punti cardine di ogni formatore.

Continua… (Baraka, intersezionImprobabili)

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Ti fidi?

giugno 17th, 2010 — 11:23am

Partecipa anche tu al sondaggio internazionale

Pandemie, buchi neri negli acceleratori di particelle, global warming, cellule staminali, adulterazioni alimentari, ingegneria genetica, vita artificiale: i giornali ne scrivono (spesso cazzate) e tu non sai più che cosa pensarne. Sicché gli scienziati ti sembrano nel migliore dei casi apprendisti stregoni incoscienti e nel peggiore mercenari prezzolati da multinazionali e governi. Certo non ispirano una gran fiducia.

Ma la ricerca scientifica non può vivere isolata nella proverbiale torre d’avorio. Deve invece nutrirsi della fiducia della società, che la sostiene e la finanzia. Ergo, è importante sapere che cosa ne pensa lui, il cittadino-contribuente. Cioè tu.

Quindi fa’ il bravo e collabora al sondaggio messo in cantiere da “Scientific American” (con le sue 14 edizioni in altrettante lingue, compresa “Le Scienze”) e “Nature”, per capire se e quanto la società si fida della scienza, di chi la fa e dei risultati che ottiene.

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Il coccodrillo surfista

giugno 17th, 2010 — 3:00am

Può stare in mare per molti giorni, spostandosi da un’isola all’altra

di Chiara Mancini

Chi ti viene in mente se senti il soprannome “Crocodile Hunter”? Di sicuro Steve Irwin, il cacciatore di coccodrilli per antonomasia. Il famoso naturalista, deceduto nel 2006 a causa della puntura di una razza, aveva preso parte a uno studio i cui risultati sono ora pubblicati sul “Journal of Animal Ecology”. Ovviamente lo studio riguarda i coccodrilli, ma ci sono di mezzo un mistero, una “quasi” leggenda e perfino il surf.

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Il mystero della Murgia

giugno 16th, 2010 — 2:00pm

E’ ben noto il fenomeno della “false salite”. Una è nell’alta Murgia. Studio Aperto fa un servizio su questo “mistero”. Secondo l’”esperto” locale si tratterebbe (forse, magari, chissà?) dell’effetto di un campo magnetico, “l’unica spiegazione scientifica che si può dare a questo movimento abnorme del veicolo”.

Poi arrivano Giuliana Galati e Francesco Sblendorio, della Sezione Puglia del CICAP, e addio al mistero.

D’altronde era Studio Aperto, no? Che accidente vi aspettavate dal Tg Trash? Se non sono tette e culi, sono misteri inesistenti.

Fonte: Query Online

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Lettera da una professoressa

giugno 16th, 2010 — 12:00pm

Mantenere la trasmissione analogica di Rete 4 costa allo Stato italiano circa 350 mila euro al giorno. Fanno circa 128 milioni all’anno. Con effetto retroattivo fino al 2006.

Intanto, da Palermo, una lettera…

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In un sussurro di voci o vento

giugno 15th, 2010 — 7:00am

Oracolo sull’Idumea.
Mi gridano da Seir:
“Sentinella, quanto resta della notte?
Sentinella, quanto resta della notte?”.
La sentinella risponde:
“Viene il mattino, poi anche la notte;
se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!”.
(Isaia 21, 11-12)

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Occhi aguzzi e… difettosi

giugno 15th, 2010 — 3:00am

Non sono perfetti, ma funzionano benissimo

di Anna D’Errico

L’evoluzione stavolta ha toppato: poteva far di meglio. Infatti il nostro occhio è fatto al contrario: i recettori che ci consentono di vedere sono messi sul fondo invece che sulla superficie della retina. Un piccolo difetto architettonico che complica un po’ il nostro modo di vedere le cose. Tuttavia alcuni scienziati hanno forse scoperto come l’evoluzione stessa ha superato questo piccolo inghippo. Presso il Technion-Israel Institute of Technology di Haifa, i ricercatori Amichai Labin ed Erez Ribak hanno sviluppato un modello matematico del funzionamento della retina e hanno trovato che, effettivamente, la sua struttura “rovesciata” rende la visione più efficiente.

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Siamo andati sulla Luna? (6)

giugno 14th, 2010 — 10:10am

Come discutere con un lunacomplottista

di Paolo Attivissimo

E’ il momento fatidico. Avete letto tutti gli articoli precedenti di questa serie, siete fiduciosamente saturi di risposte tecniche ai dubbi sugli sbarchi lunari e, mentre contemplate la maestosa serenità della volta celeste, sentite una voce che prima definisce Saturno “quella palla con i manici” e poi si rivolge agli amici dicendo: “Ma gli Americani non sono mica andati sulla Luna, lo sanno tutti”. Subito voi vi sentite in dovere di reagire. Ma come? Perciò vi propongo qualche consiglio basato sulle mie esperienze con i dubbiosi e soprattutto con i cospirazionisti di ogni sorta, quelli che hanno capito tutto e lo vogliono spiegare agli altri. Io li chiamo affettuosamente “diversamente furbi”.

Continua… (Stukhtra)

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Incredibile a dirsi, c’è di peggio

giugno 13th, 2010 — 2:00pm

La catastrofe della Deepwater Horizon sembra la peggiore della storia.

Ma non lo è: siamo riusciti a fare perfino di peggio.

Gavin Potenza è un designer che produce eleganti infografiche. Fra le ultime, le peggiori fuoriuscite di petrolio della Storia. Da esserne orgogliosi, davvero.

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6 miliardi di altri

giugno 13th, 2010 — 10:00am

Si fa presto a dire “6 miliardi”. Messo così, è un numero astratto. Che ti dice? Niente. Una massa informe.

Ma ciascuno è una faccia, una storia, un dramma. Non uguale al tuo, certo. Ma dal suo punto di vista, al centro del suo universo, ugualmente importante.

6 miliardi di altri: a Roma una mostra del fotografo Yann Arthus-Bertrand, con 5.600 interviste da 78 Paesi. Fino al 26 settembre 2010. Il sito Web, da solo, merita.

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Il mentalista

giugno 13th, 2010 — 8:00am

di Chiara Mancini

“Un bel respiro e… bum! Ce l’hai?”. Incredibile: ce l’avevo. Non potreste mai immaginare la mia meraviglia. Una parola mi era saltata alla mente. Ma da dove era arrivata? Non lo sapevo nemmeno io. Eppure c’era, lo giuro, era lì, apparsa improvvisamente dal nulla. Suggestione? Telepatia? Illusione? Comunicazione subliminale? Magia? E chi lo sa… Comunque fosse, non potevo pensarci in quel momento, dovevo solo scrivere la mia parola su un foglio e tenerla nascosta.

Ero sul palco del Teatro Esedra, ieri sera, a Torino. I miei occhi catturati da Francesco Tesei, mentalista.

Accanto a noi anche Renato, uno spettatore tra tanti, scelto a caso dalla platea, proprio come me. Renato aveva in mano un libro e con il dito tra le pagine stava attento a non perdere il segno da un punto in particolare. Quel punto corrispondeva a una pagina alla quale io l’avevo fermato mentre era intento a sfogliare il libro. Da quella pagina Renato aveva poi scelto una parola. Secondo Tesei, io avrei dovuto indovinarla. “Impossibile”, continuavo a ripetermi. “Assolutamente impossibile. Non sono mica capace. Figuriamoci, con tutte le parole che ci sono”. E già stavo pensando a cosa diavolo scrivere su quel foglio. Quale parola aveva scelto Renato? Ero in panico. Finché… eccola, era arrivata, così, nel silenzio della mia mente. Dopo averla scritta con cura, la custodivo gelosamente tenendo il foglio ben sollevato e vicino al petto, in modo da proteggerlo da occhi indiscreti. “Renato, di’ a tutti la parola che hai scelto”, lo incalzò Tesei. “Linguaggio”, disse Renato a voce alta. Ero sempre più stupita. Già, perché non si trattava della mia parola. Ora che l’impossibile era diventato possibile, tornava a essere impossibile. Una parola mi era caduta dal cielo come una pallina lanciata da un giocoliere e la mia mente l’aveva prontamente afferrata. Doveva per forza essere giusta. “Chiara, vuoi girare il tuo foglio?”. Lo girai, tra l’incredulo e il sospetto. Tutti lessero la mia parola e risero. A quanto pare Tesei aveva ciccato in pieno. Sul foglio, infatti, stava scritto “Gioco”. Un attimo di imbarazzo, con Tesei che cercava di rimediare alla figuraccia: “Beh, in fondo il linguaggio è un gioco”, ma era chiaro che si trattava di un bluff ed ero pronta al colpo di scena. A terra, sul palco, era rimasta una scatola dal coperchio trasparente, utilizzata in uno dei giochi precedenti. “Vieni, Chiara, vieni, apriamo insieme la scatola”. C’era un foglio piegato. Tesei lo aprì mostrandolo a tutti. Da un lato era scritto “Linguaggio” e dall’altro? Eh sì, c’era proprio scritto “Gioco”. Scesa dal palco, ero allo stesso tempo ammirata e sconcertata. “Di’ la verità: eravate d’accordo?”: mi chiese un vicino di posto. Ero ancora talmente incredula che nemmeno riuscivo a rispondergli. Non l’avevo mai incontrato prima, questo Tesei, e non ero affatto d’accordo con lui. Pazzesco.

Se non fosse stata una serata organizzata dal CICAP Piemonte e se non fosse stato Tesei stesso ad ammettere di non credere nel paranormale, dopo l’esperienza di ieri sera avrei detto che qualcosa di paranormale era accaduto. Perché l’abile mentalista ha lasciato a bocca aperta anche il più scettico degli scettici. E invece niente di paranormale: si è trattato solo, si fa per dire, di giocare con l’immaginazione e le straordinarie potenzialità della mente. Indovinare parole impresse solo nel pensiero dello spettatore, intuire i colori scelti e le mosse fatte, smascherare bugie e riconoscere verità. E’ così che il Mind Juggler, il giocoliere della mente, come ama definirsi, utilizzando tecniche di comunicazione subliminale, di mentalismo e di illusionismo psicologico, ha regalato alla sala gremita di persone uno spettacolo meraviglioso. Da rimanere senza parole.

No, non è vero, a me una parola è rimasta: gioco. E dunque grazie, Francesco, per questo gioco che hai fatto fare alla mia mente.

3 comments » | Xperience

Il cielo sulle Alpi

giugno 12th, 2010 — 3:00pm

Il tempo trascorre, alla velocità di 1 secondo al secondo. Tu ci sei dentro (nello strano modo in cui si può “essere dentro” il tempo), trascinato nel flusso (sempre ammesso che il tempo sia un “flusso”). Ma la tecnologia ti permette di accelerare quel flusso. E, se sei sulle Alpi, se ti muovi da un rifugio all’altro, se ti fermi le ore necessarie a filmare il cielo, se poi torni e monti un time-lapse

Fonte: Magic Time Lapse (su segnalazione di Gravità Zero)

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Lo sguardo incantato

giugno 11th, 2010 — 11:17am

di Marco Cagnotti

“Hai visto?”, dice. “Ne han fatta un’altra“. Chi?

Dice: “Quelli là, quelli del CICAP. Brutta gente”. Uh?

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Percezione schizofrenica

giugno 11th, 2010 — 11:00am

La scienza nell’immaginario individuale e collettivo

di Marco Cagnotti

Fa schifo. No, anzi, è autorevole. Insieme. Ma com’è possibile? Nelle testoline confuse la percezione della scienza è schizofrenica.

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L’incontro Garattini Boiron: l’omeopatia funziona, per gli altri

giugno 11th, 2010 — 10:30am

Pochi giorni fa si è tenuto un interessante incontro sull’argomento omeopatia. Ospiti del dibattito Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerca Mario Negri di Milano e Christian Boiron, proprietario dell’omonima azienda che è la più grande industria di prodotti omeopatici al mondo.

Continua… (Query)

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Attenti al goriii-iii-iiilla!

giugno 10th, 2010 — 11:00am

L’esperimento è noto e se ancora non lo conosci non ti rovineremo la sorpresa. Se invece sai già di che si tratta, allora farai spallucce e sorriderai con aria di superiorità: tu non ci caschi, perché sai quando, cosa e dove guardare. Di fatto, però, anche per te c’è qualche sorpresa: mentre ti concentri su ciò che sai, ti perdi il resto…

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Il batterio dell’intelligenza

giugno 10th, 2010 — 3:00am

Funziona di sicuro con i topi

di Chiara Mancini

Vuoi provare una nuova tartina per il tuo Happy Hour? Pane, burro di arachidi e un pizzico di batteri. Hai capito proprio bene: batteri. In particolare l’innocuo Mycobatterium vaccae, comunemente presente nel suolo. Certo, tu puoi dire di no, ma ai topi di laboratorio di Dorothy Matthews, dei Sage Colleges di Troy, nello stato di New York, è stata propinata questa “prelibatezza” senza che potessero protestare.

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