Alza, abbassa, metti, togli, aspetta. Alza, abbassa, metti, togli, aspetta. Eccheppalle! Sempre la stessa cosa, sempre nello stesso modo. Stiamo perdendo del gran tempo. Di questo passo i campioni di ossa artificiali non saranno mai pronti e noi rimarremo indietro con tutti gli altri lavori. Non si può velocizzare la procedura? Aspetta, aspetta…forse ho un’idea. No? Ma sì, dai, perché no? Anzi, mi sa che sarà perfino meglio di come è adesso.
Di omini Lego ce ne sono proprio di tutti i tipi: poliziotti, surfisti, panettieri, pirati, cantanti e chi più ne ha più ne metta. Tre omini, però, sono un po’ più particolari degli altri, perché sono stati scelti dalla NASA come equipaggio di una missione tutta speciale.
Giove, Giunone e Galileo Galilei imbarcati sulla sonda Juno (cortesia: NASA/JPL-Caltech/KSC)
Piazza San Babila, Milano. Quanta gente: turisti sorridenti che scattano fotografie, milanesi che affollano i negozi, artisti di strada che si esibiscono, persone infreddolite che si rifugiano nei bar per un caffè. Un via vai continuo in questo pomeriggio invernale avvolto da un vento di freddo pungente. Un gruppo di formichine brulicanti agli occhi della Madonnina, che dalle guglie del Duomo osserva ogni cosa. Compresa me, mentre sto per allontanarmi dalla piazza verso via Borgogna.
Non mi piacciono le catene di Sant’Antonio. Sono inutili. Anzi dannose: una gran perdita di tempo. Le cestino sempre, senza dar loro seguito. Stronzate.
Oggi però 42 ha ricevuto un premio sotto forma di catena di Sant’Antonio: il Sunshine Award 2011. “Non merito tanto”, ho pensato. Poi mi sono corretto: “E ‘sticazzi! Certo che me lo merito! Sono fico!”. (A questo punto ho cominciato a sbavarmi addosso.) Però… “Cheppalle!”, ho pensato subito dopo. “E adesso?”, mi sono interrogato. (Mi faccio spesso tutte ‘ste seghe mentali di dialoghi con me medesimo.) “Cestino anche ‘sta catena e me la dimentico? Oppure partecipo, per il bene della blogosfera, considerando il vantaggio (in termini di visibilità per i blog) di una crescita esponenziale delle citazioni reciproche?”.
Ogni riferimento alle recenti correzioni delle esercitazioni del Laboratorio di Comunicazione Scientifica Divulgativa è voluto e nient’affatto casuale.
L’atomo? Scordatelo. Ma questo lo sai già: l’atomo è un modello superato da quasi un secolo. Le particelle elementari? Scordati anche quelle. D’altronde ci sono le stringhe, no? Quelle sì che sono il fondamento della realtà e… Macché. Per niente. Se Mauro D’Ariano ha ragione, il mattoncino fondamentale non è né l’atomo né la particella né la stringa. E un nuovo paradigma sta per emergere.
55 anni, una cattedra di fondamenti della meccanica quantistica e di teoria fisica dell’informazione presso l’Università di Pavia, dove coordina un gruppo di 12 ricercatori, D’Ariano ha alle spalle 270 lavori pubblicati su riviste con peer review e 150 relazioni su invito. Nel proprio passato si è occupato di un sacco di cose: fratture in materiali polimerici, meccanica statistica, ottica quantistica, fisica matematica, teoria dei gruppi, sperimentazione in risonanza magnetica, transizioni di fase, teoria dell’informazione quantistica. Adesso è approdato ai fondamenti della meccanica quantistica e alla teoria della relatività. Vediamo se anche noi riusciamo a capire qualcosa di ciò che fa.
Sembra fatto di atomi. In realtà sono tutti qubit.
Cominciamo col dire che san Lorenzo non c’entra. Non più almeno. Di mezzo c’è ancora la precessione degli equinozi: lo stesso simpatico fenomeno che ha già fregato gli astrologi. Sicché il picco nella frequenza meteorica oraria non è più nella notte del 10 agosto ma qualche giorno dopo. Quest’anno, secondo l’International Meteor Organization, sarà fra l’1 e 30 e le 4 della notte fra il 12 e il 13 agosto.