I raggi di Nancy
Nel pattume, la bizzarra vicenda di René Blondlot
Correva l’anno 1903: un’epoca di grandi scoperte. La fine dell’Ottocento è un momento in cui i fisici si accorgono che ci sono moltissime radiazioni, o raggi, di cui prima nemmeno sospettavano l’esistenza: alfa, beta, gamma, radio, X… Tutti vengono sperimentati anche sulle persone e, senza saperne niente, materiali che li producono vengono inseriti in oggetti di consumo: cibi, abiti, scarpe. C’erano il sapone Radium, la farina Radium, il lucido per scarpe Radium, ma anche i digestivi e le bibite Radon. Inutile dire che tutta quella roba faceva parecchio male alla salute. Però non lo sapeva nessuno. E poi era molto trendy. Ecco, in questo bel contesto scientifico e culturale emerge la vicenda di Prosper-René Blondlot e dei suoi raggi N.
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