Ok, lo sappiamo, sulla Luna ci siamo andati. E anche più di una volta. No? Qualcuno ha ancora dei dubbi? Beh, questo qualcuno sabato pomeriggio non era a Brallo di Pregola, alla conferenza di Paolo Attivissimo, organizzata dall’associazione ADARA, dell’osservatorio di Astrobrallo. Oppure c’era, ma non si è esposto. Perciò solo un paio di domande a Paolo al termine della conferenza per chiarire qualche presunta incongruenza e poi via libera alle chicche, perché è bello conoscere i retroscena di una missione così straordinaria.
Paolo Attivissimo durante la conferenza a Brallo di Pregola. (Cortesia: Fabio Tagliani)
L’Italia è il Paese che ha regalato al mondo il 50 per cento dei beni artistici tutelati dall’UNESCO: più di 100 mila chiese e monumenti, 40 mila dimore storiche, 3.500 musei, 2.500 siti archeologici e più di 1.000 teatri. Lo sapevi? Approfitta delle tue vacanze per scoprire l’Italia che ancora non conosci, questa nostra magnifica Italia da scoprire e da amare.
Finalmente un confronto aperto, democratico e senza estremismi
di Chiara Mancini
Era l’11 settembre di nove anni fa. Le Torri Gemelle di New York crollavano, polvere e detriti si riversavano sulle strade. Le persone fuggivano, confuse e spaventate. Molte morivano, gettandosi dalle finestre o finendo seppellite dalle macerie. Un’enorme tragedia, un evento che sconvolse tutti gli Stati Uniti e il mondo intero. Fu qualcosa di talmente catastrofico che quasi sembrava impossibile fosse successo davvero. Eppure era lì da vedere, al telegiornale dell’edizione straordinaria che mostrava il cuore fatto a pezzi di una città impaurita e scioccata.
Possibile che qualcuno fosse riuscito a fare una cosa del genere? Ma chi? Come? E poi perché? La gente, ancora incredula, cercò di darsi delle risposte. Forse l’unico modo per provare a dare un senso a ciò che non sembrava averne alcuno.
C’è chi le risposte le sta cercando ancora, convinto che la verità non è quella che ci è stata raccontata. C’è chi invece accetta le spiegazioni che sono state date dalla così detta “versione ufficiale”, giudicandole plausibili. Un dibattito alla libreria Esoterica di Milano, proprio nel giorno dell’11 settembre scorso, ha visto contrapporsi queste due posizioni. Dopo tutti questi anni, finalmente un faccia a faccia: da una parte Tom Bosco, direttore responsabile dell’edizione italiana di “Nexus Magazine”, e dall’altra Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale.
C’è qualcosa che dovrebbe restare fuori dal dibattito politico e dal pregiudizio ideologico o religioso: la scienza. Non le sue applicazioni tecnologiche, alle quali com’è ovvio devono poter essere posti dei limiti. Ma le verità scientifiche, sempre provvisoriamente non false e quindi rivedibili, emendabili, correggibili, sostituibili. Che quindi dovrebbero essere giudicate solo sulla base delle evidenze sperimentali e non delle ideologie o delle fedi religiose. Invece no: qualcuno pretende sempre di dire che cosa è o non è accettabile perché compatibile o meno con qualche premessa a priori, di solito estratta da un corpus di dogmi o da una Sacra Scrittura. Il caso più noto è la teoria dell’evoluzione, respinta dai fanatici religiosi (cristiani ma non solo: anche il mondo musulmano non scherza) e, a suo tempo, anche dai marxisti ortodossi seguaci di Lysenko. E vabbe’: si sa, l’evoluzione riguarda la vita, noi siamo vivi, quindi l’evoluzione ci tocca direttamente, intimamente, e sentirti dire che tu, figlio di Dio e supremo prodotto della Sua creazione, sei parente alla lontana di un gibbone o di una spugna può anche non farti piacere, perciò ti vien voglia di dire “Son tutte balle, io credo nella Bibbia”. Ma che c’entra la teoria della relatività?
“Mefistofelico”, lo hanno definito. In effetti, con quel pizzetto e l’occhio malizioso, a ben guardare… D’altronde non c’è da stupirsi se l’hanno associato a una figura diabolica: Luigi Garlaschelli ai preti proprio non va a genio. Fin dai primi Anni Novanta, quando realizzò una copia del sangue di san Gennaro. Uguale uguale, proprio. Bastava agitarlo per vederlo passare dallo stato solido a quello liquido. Ma di miracolo nemmeno l’ombra. Il segreto sta nella tissotropia: l’energia meccanica delle scosse rompe i legami di questa specie di gelatina e fa cambiare stato alla sostanza. Facile immaginare la poca simpatia riscossa da Garlaschelli nella Curia napoletana e, per estensione, in tutta la Chiesa cattolica. Ma non di solo san Gennaro vive Garlaschelli. Che ha fabbricato anche una Madonna piangente sangue. E più di recente ha prodotto pure una copia della Sindone: argomento adesso di grande attualità, alla luce della recente ostensione torinese a beneficio dei fedeli. Abbiamo incontrato il mefistofelico personaggio per farci raccontare la storia della sua passione per questo strano lenzuolo.
Da un po’ di tempo circola una teoria a proposito dell’evoluzione della specie umana che riscuote un certo successo fra gli atei, i libri di scuola, Marx ed Engels. E’ di un certo Darwin. Il cognome non me lo ricordo.
Per chi non legge i giornali è forse il caso di fare un riassunto imparziale e il più possibile obiettivo di questa strampalata accozzaglia di panzane.
Siore e siori: la fiera delle minchiate. Con supercazzole assortite a beneficio dei tre neuroni che si aggirano tristi nella scatola cranica del lettore quadratico medio de “il Giornale”.
Un assaggino, giusto per gradire:
(…) Tra l’altro all’esperimento aveva assistito anche il professor Piero Pasolini, illustre fisico e amico di un’altra celebrità scientifica qual è il professor Antonino Zichichi. In una sua relazione, Pasolini parlò di “campi magnetici, gravitazionali ed elettrici interagenti che sviluppano atomi di antimateria proiettati e focalizzati in zone di spazio ben determinate anche al di là di schemi di materiali vari, che essendo fuori fuoco si manifestano perfettamente trasparenti e del tutto indenni”.
In pratica, ma qui entriamo in una spiegazione scientifica un po’ più complessa, gli scienziati italiani che avevano realizzato quel macchinario, sarebbero riusciti ad applicare la teoria di Einstein sul campo unificato, e cioè identificare la matrice profonda ed unica di tutti i campi di interazione, da quello forte (nucleare) a quello gravitazionale. Altri fisici in tutto il mondo ci avevano provato, ma senza alcun risultato. Gli italiani, a quanto pare, c’erano riusciti. (…)
Oggi è il solstizio d’estate, e come sempre in quest’occasione si parla di Stonehenge, il monumento megalitico situato nel sud dell’Inghilterra che è meta di pellegrinaggi di vario genere. C’è chi ci va per ammirare l’ingegno dell’uomo di cinquemila anni fa, capace di muovere macigni di decine di tonnellate per lasciare un segno della propria esistenza, e c’è chi ci va per seguire varie credenze mistiche, incentrate solitamente su presunti allineamenti incredibilmente precisi delle pietre che testimonierebbero interventi soprannaturali o extraterrestri o conoscenze straordinarie dimenticate.
Sta circolando una presentazione Powerpoint in italiano, tradotta dallo spagnolo, che sostiene che sono già state realizzate auto elettriche e a idrogeno che risolverebbero il problema dell’inquinamento ma sono state sistematicamente distrutte in massa e boicottate dalle “‘lobbies delle grandi compagnie petrolifere”.
Ci sarebbero addirittura modelli di auto che funzionano “col vapore acqueo”, e viene tirato in ballo anche Nikola Tesla, un vero e proprio jolly onnipresente nelle teorie pseudoscientifiche, dicendo che “più di 100 anni fa… trovò il modo di far muovere un motore (o una turbina ecc.) con l’ “Energia libera” che non usa né acqua né idrogeno come fonte d’impulsi ma solamente dei magneti” e che “con uno di questi motori magnetici si potrebbe muovere un’auto dalla Patagonia fino all’Alaska, senza utilizzare una goccia di combustibile!”. Scusate se è poco.
E’ ben noto il fenomeno della “false salite”. Una è nell’alta Murgia. Studio Aperto fa un servizio su questo “mistero”. Secondo l’”esperto” locale si tratterebbe (forse, magari, chissà?) dell’effetto di un campo magnetico, “l’unica spiegazione scientifica che si può dare a questo movimento abnorme del veicolo”.
Poi arrivano Giuliana Galati e Francesco Sblendorio, della Sezione Puglia del CICAP, e addio al mistero.
D’altronde era Studio Aperto, no? Che accidente vi aspettavate dal Tg Trash? Se non sono tette e culi, sono misteri inesistenti.
Mantenere la trasmissione analogica di Rete 4 costa allo Stato italiano circa 350 mila euro al giorno. Fanno circa 128 milioni all’anno. Con effetto retroattivo fino al 2006.
E’ il momento fatidico. Avete letto tutti gli articoli precedenti di questa serie, siete fiduciosamente saturi di risposte tecniche ai dubbi sugli sbarchi lunari e, mentre contemplate la maestosa serenità della volta celeste, sentite una voce che prima definisce Saturno “quella palla con i manici” e poi si rivolge agli amici dicendo: “Ma gli Americani non sono mica andati sulla Luna, lo sanno tutti”. Subito voi vi sentite in dovere di reagire. Ma come? Perciò vi propongo qualche consiglio basato sulle mie esperienze con i dubbiosi e soprattutto con i cospirazionisti di ogni sorta, quelli che hanno capito tutto e lo vogliono spiegare agli altri. Io li chiamo affettuosamente “diversamente furbi”.
Pochi giorni fa si è tenuto un interessante incontro sull’argomento omeopatia. Ospiti del dibattito Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerca Mario Negri di Milano e Christian Boiron, proprietario dell’omonima azienda che è la più grande industria di prodotti omeopatici al mondo.
Sapreste dimostrare a un dubbioso che siamo davvero andati sulla Luna fra il 1969 e il 1972? Ecco una miniguida per rispondere a questa perplessità che fa capolino spesso negli incontri pubblici degli astrofili.
Con l’aiuto dei media, dediti più al sensazionalismo che alla scienza, e di Hollywood che sacrifica il realismo allo spettacolo, molte persone hanno una percezione distorta delle reali condizioni fisiche di una missione spaziale. Da qui nasce una serie di miti e di dubbi sulle missioni lunari Apollo avvenute fra il 1969 e il 1972. Proviamo a chiarirne alcuni.
Scienza e fede: un argomento di quelli tosti. Una storia antica, fatta di incomprensioni e riavvicinamenti, di dialogo ma anche di persecuzioni (da una parte) e dileggio (dall’altra). Un bel tema, però. Stimolante. Da versarci fiumi di inchiostro. Tuttavia, se vuoi parlarne, non puoi prescindere dalla presenza del teologo.
Tocca cercare un teologo. ‘spetta che chiamo la Curia… Ma… un attimo… perché la Curia? Perché il teologo ti fa venire in mente il prete? Cos’è, una reazione pavloviana? Ma chi l’ha detto? Ma dove sta scritto? Va bene che siamo in un Paese di antica e solida tradizione cattolica, ma… diamine, all’inizio del Terzo Millennio vorremo mica fossilizzarci sempre sugli stessi discorsi, no? Toh, stavolta si fa diverso. Ci vuole un teologo… protestante. Restiamo allora nel giro della radio. Ed eccolo qua: Paolo Tognina, teologo protestante. Oggi va in onda il dibattito su scienza e fede. Vai che si comincia. E speriamo di non scannarci…
Discutere con chi dice che gli sbarchi lunari furono falsificati in uno studio cinematografico è abbastanza facile quando le argomentazioni proposte riguardano presunte anomalie nelle fotografie e nelle riprese video, come abbiamo visto negli articoli precedenti: di norma bastano ragionamento e buon senso, insieme all’esperienza astronomica e fotografica dell’astrofilo, per capire dove sta l’errore del “lunacomplottista”.
Le cose cambiano quando il dibattito si sposta sulle presunte impossibilità o stranezze di natura tecnologica riguardanti le missioni Apollo. In questo caso è facile imbattersi in obiezioni che non si smontano senza una preparazione tecnica e storica accurata. Ecco quindi qualche suggerimento per rispondere alle asserzioni e ai dubbi più frequenti.
Sarà capitato anche a voi: non appena si sparge la voce che siete un astrofilo, salta fuori qualcuno che vi chiede se siamo davvero andati sulla Luna. E voi, da buoni samaritani, non sapete resistere alla tentazione di cercare di spiegare all’incredulo che vi assilla con le sue mille tesi fantasiose pescate acriticamente da Internet. La prossima volta dite che siete un proctologo.
Se invece decidete di rispondere alle provocazioni “lunacomplottiste”, è meglio che siate preparati con dati, cifre e spiegazioni efficaci e semplici. Questo è un piccolo vademecum per replicare alle tesi basate sulle presunte prove osservate nella documentazione video delle missioni Apollo.
Chi sostiene che gli sbarchi umani sulla Luna furono falsificati in qualche studio cinematografico afferma che vi sarebbero prove evidenti nelle fotografie presentate al mondo dalla NASA ormai 40 anni fa.
Molte di queste presunte prove nascono dall’ignoranza dei principi di base della fotografia e, soprattutto per gli astrofili, sono un pugno nello stomaco. Se decidete di discutere con chi presenta queste tesi, armatevi dunque di molta pazienza e di parole corte e semplici.
Paolo Attivissimo su di sé, la tecnologia, il blog, le bufale, la Luna e i complotti
di Marco Cagnotti
Nella necessità di spiegare chi lui sia, ti senti anche un po’ scemo. Specie se il tuo target è il pubblico di Rete Tre. Perché lui è il Disinformatico, la tua coscienza radiofonica che ogni settimana ti ricorda quanto sia importante proteggersi dai virus, non ridistribuire le catene di sant’Antonio, non dar credito ai falsi appelli per i bambini malati terminali la cui guarigione dipende solo da un tuo email, non cascare come un pollo nelle tentazioni dello spam, non diffondere le tue immagini più compromettenti nei social network.
Paolo Attivissimo. (Cortesia: Antonio Sofi)
Lui è Paolo Attivissimo (di nome e di fatto… battuta scontata che s’è sentito fare innumerevoli volte): traduttore, consulente, giornalista, blogger, sbufalatore e millemila altre cose (talché ti chiedi quando costui trovi il tempo per mangiare, dormire, perfino respirare… e dunque finisci per sospettare che sia un Borg). Fra le tante, è anche un pervicace nemico dei lunacomplottisti, ossia i negazionisti della conquista umana della Luna. Tant’è vero che sulla faccenda ha appena pubblicato un libro che ambisce a essere la summa di tutti gli argomenti in difesa dell’evidenza. E già il titolo non lascia dubbi: Luna? Sì, ci siamo andati. Pubblicato da Attivissimo medesimo (anche in questo sempre in anticipo sui tempi) attraverso Lulu, può facilmente essere acquistato on line oppure scaricato gratuitamente in formato PDF senza lucchetti digitali anticopia.