Category: L’orologiaio miope


hihi (Notiomystis cincta)

ottobre 25th, 2011 — 6:36pm

di Tupaia

Lo hihi (Notiomystis cincta) è un passeriforme endemico della Nuova Zelanda, bellino, colorato, ma abbastanza insignificante per un osservatore occasionale non appassionato di bird-watching. Ciononostante è un uccello praticamente unico al mondo per un paio di caratteristiche davvero peculiari, anche se non parla come il tui, non è sfigato come il kiwi e non è stato pubblicizzato da Douglas Adams come il kakapo, anche loro uccelli endemici della terra più remota del mondo.

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Tutti i ragni sono velenosi, ma alcuni sono piu’ velenosi di altri: il ragno violino (Loxosceles rufescens)

febbraio 22nd, 2011 — 5:20pm

di Tupaia

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di Quarantadue

DISCLAIMER: Se siete aracnofobi leggete con cautela questo post, non vorrei infondere in nessuno preoccupazioni eccessive e ingiustificate.

Esistono nel mondo circa 40.000 specie di ragno conosciute, ma di queste solo circa 200 sono considerate pericolose per l’uomo. Le specie piu’ pericolose appartengono ai gruppi Latrodectus (vedove nere), Steatoda (false vedove nere), Loxosceles (ragni violino), Atrax (funnel-web spiders), Phoneutria (ragni delle banane), Cheiracanthium (ragni delle foglie).

In Italia quando si pensa ai ragni velenosi la mente va subito alla malmignatta, Latrodectes tredecimguttatus, la “vedova nera italiana”, e alla tarantola, Lycosa tarentula (che pero’ non e’ una vera tarantola). La tarantola italiana in realta’ gode di cattiva fama ma non e’ particolarmente pericolosa, la sua puntura da’ piu’ o meno i sintomi di una puntura di vespa, mentre la malmignatta puo’ essere fatale per bambini piccoli, anzani o ammalati, pur essendo in generale incapace di uccidere un adulto in buona salute.

Ragno violino, Loxosceles rufescens. Si noti il disegno del “violino” sulla schiena. (Cortesia: infojardin.com)

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Mammiferi velenosi

gennaio 11th, 2011 — 5:30pm

di Tupaia

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di Quarantadue

Esistono mammiferi velenosi? La risposta è sì, ma se ne sa pochissimo. Vediamo un po’ di passare in rassegna quel che se ne sa.

Occorre innanzi tutto fare una premessa e distinguere. Sfortunatamente la lingua italiana classifica tutto ciò che è tossico come “velenoso” mentre l’inglese opera una distinzione molto utile: poisonous è l’animale che se mangiato è tossico, come il pesce palla o il pitohui; venomous è l’animale che morde e inietta del veleno. Ciò di cui si vuol parlare sono mammiferi velenosi nel senso di venomous, cioè capaci di iniettare veleno.

Seconda premessa: che vuol dire velenoso? Questa è una domanda da un milione di Euro (basta essere filoamericani) e anche nel mondo accademico c’è molto dibattito su questo punto. Il pipistrello vampiro, ad esempio, quando morde inietta un potente anticoagulante: dobbiamo considerare l’anticoagulante un veleno? Il loris lento (Nycticebus coucang) produce da una ghiandola posta nel gomito una sostanza che viene leccata e permane nella saliva per cui il morso di questo animale provoca una reazione allergica e, in casi estremi, uno shock anafilattico. Dobbiamo considerare un allergene come un veleno? Il varano di Komodo (che non è un mammifero, ma il meccanismo si sospetta sia diffuso anche tra i mammiferi) ospita nella canalizzazione dei denti dei batteri patogeni e quando morde la sua vittima muore di setticemia nel giro di qualche giorno. Sono forse i batteri considerabili alla stregua di un veleno? E’ discutibile, per cui in questa occasione mi atterrò alla visione classica di veleno come prodotto di ghiandole opportunamente modificate che producono una sostanza capace di immobilizzare e sottomettere la preda.

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L’AVIS volante: i pipistrelli vampiro

ottobre 19th, 2010 — 5:22pm

Listen to them – children of the night. What music they make.
Dracula, Bram Stoker

di Tupaia

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di Quarantadue

Pochi animali hanno una fama triste e immeritata come i pipistrelli vampiro.

Triste perché li si associa sempre a nobili transilvani dei film di serie B di Hollywood, laddove invece tutti i pipistrelli vampiro vivono in centro e sud America. Immeritata perché l’etologia di questi animali è incredibilmente complessa e affascinante, ma ci si ricorda di loro solo per la dieta a base di sangue.

Di pipistrelli vampiro ne esistono tre specie: il pipistrello vampiro comune (Desmodus rotundus), il pipistrello vampiro dalle zampe pelose (Diphylla ecaudata) e il pipistrello vampiro dalle ali bianche (Diaemus youngi).

Pipistrelli vampiro dalle ali bianche (Diaemus youngi). Foto (C) Dan Riskin

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It tastes like chicken: l’uccello Roc (Aepyornis maximus)

settembre 14th, 2010 — 5:35pm

di Tupaia

Dicomi certi mercatanti che vi sono iti, che v’à uccelli grifoni, e questi uccelli apaiono certa parte dell’anno, ma non sono cosí fatti come si dice di qua, cioè mezzo uccello e mezzo lione, ma sono fatti come aguglie, e sono grandi com’io vi dirò. Egli pigliano l’alifante e pòrtallo su in aire, e poscia il lasciano cadere, e quelli si disfa tutto, poscia si pasce sopra lui. Ancora dicono quelli che l’ànno veduti, che l’alie sue sono sí grandi che cuoprono 20 passi, e le penne sono lunghe 12 passi, e sono grosse come si conviene a quella lunghezza. […] Quelli di quella isola sí chiamano quello uccello ruc, ma per la grandezza sua noi crediamo che sia grifone.
Marco Polo, Il Milione, Capitolo 186: Dell’isola di Madegascar

E’ oggi ben risaputo che non e’ vero che i dinosauri si sono estinti 65 milioni di anni fa con la caduta del famoso meteorite: almeno un piccolo gruppo di saurischi e’ giunto fino a noi sotto forma di uccelli, come ci dicono le analisi del DNA, evolutisi nel Giurassico. Ma se anche non credessimo al DNA mitocondriale, ci basterebbe guardare le zampe di un qualsiasi Ratite per crederci: la fotografia qui sotto non mostra le zampe di un T. rex dietro i cancelli di Jurassic Park, ma le zampe di uno struzzo dietro quelli dello zoo di Whipsnade.

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Alien ci fa un baffo: Sacculina carcini

agosto 17th, 2010 — 5:20pm

di Tupaia

Volevo cominciare questo post imitando lo stile di una sceneggiatura del film Alien. Poi, riflettendoci, mi sono resa conto che la fantasia non puo’ imitare se non maldestramente l’orrore della realta’, e mi limitero’ quindi alla cruda esposizione dei fatti.

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Il Candirù (Vandellia cirrhosa). Un racconto dell’orrore: il pesce vampiro di Tupaia

luglio 20th, 2010 — 5:40pm

di Tupaia

La prima volta che ho letto di questo pesce ero alle scuole elementari e leggevo un resoconto dei viaggi esplorativi in Sud America di Sir Francis Drake, più noto ai più per essere l’amante della regina Elisabetta I che un esploratore e un corsaro, per la verità. Comunque sia mi impressionò moltissimo, ed è rimasta per me una storia più da incubo notturno che da zoologia, forse anche a causa della giovane età, ma non solo. Se siete impressionabili, non andate avanti nella lettura!

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La tupaia e il suo W.C. – il Vespasiano della Jungla

giugno 22nd, 2010 — 5:35pm

di Tupaia

No, non si tratta dell’ultima tornata di dettagli scabrosi sulla vita privata di chi scrive questo blog. Il mio animale-totem però non manca mai di stupirmi per l’unicità di alcuni suoi adattamenti e vale davvero la pena di descriverli.

La tupaia in questione (per chi non sapesse cosa è una tupaia è scritto qui) appartiene alla specie Tupaia montana e  vive in Borneo in simbiosi con alcune specie di pianta carnivora del genere Nepenthes nelle foreste pluviali di alta quota delle montagne dell’isola. Per la precisione, l’educata bestiolina usa le piante carnivore come un W.C. per deporvi gli escrementi, con grande delizia della pianta che ne ricava azoto e altri minerali pregiati.

Occupato! Tupaia montana su Nepenthes lowii Foto (C) Ms Chin Lijin

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Lo straordinario solenodonte (Solenodon paradoxus e S. cubanus)

maggio 25th, 2010 — 5:38pm

Il più piccolo mammifero velenoso

di Tupaia

Le due specie oggi esistenti di solenodonti non sono imparentate con nessun animale vivente in maniera diretta ma, se proprio vogliamo trovargli dei cugini, i toporagni nostrani sono sicuramente i congiunti più prossimi, di cui è una versione gigante (è grosso come un ratto grosso o un coniglio piccolo, fino a un chilo di peso).

Ecco il nostro eroe:

Circa 35 milioni di anni fa, gli antenati del solenodonte vivevano pacificamente in Nord e Centro America, che allora era separato dal Sud America da un braccio di mare. Per via di fenomeni vulcanici si formarono delle isole che, nel loro tragitto da ovest a est, presero a bordo un po’ di fortunati solenodon andando poi ad ancorarsi nel Mar delle Antille e diventando rispettivamente Hispaniola e Cuba.

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L’orologiaio miope

aprile 20th, 2010 — 5:33pm

Chi si nasconde dietro il nick “Tupaia”?

di Marco Cagnotti

Va’ dove ti porta l’evoluzione. Spesso però lei ti porta verso bestie bizzarre, brutte, addirittura schifose. Eppure sempre adatte al loro ambiente (e come potrebbe essere altrimenti?… a quello serve l’evoluzione!). E, soprattutto, affascinanti per chi le guarda con l’occhio dello scienziato. Si perde la poesia? Manco per niente. Richard P. Feynman ha scritto: “Non nuoce al mistero saperne qualcosa. Perché la realtà è tanto più meravigliosa di quanto qualsiasi artista del passato immaginasse”. Lo sa bene Lisa Signorile, una blogger italiana di origine e inglese di adozione, libera pensatrice, atea, affascinata dagli imperscrutabili sentieri dell’evoluzione, di cui scrive nel blog “L’orologiaio miope”.

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